Alien - Dicembre 1996
Negli ultimi giorni, in Occidente si è parlato molto delle molte crisi scoppiate nel mondo, particolarmente di quella che si sta vivendo in Africa nella zona dei grandi laghi.
Al termine però di queste discussioni nessuno stato occidentale ha voluto prendere l'iniziativa per soccorrere le popolazioni civili (bambini, donne, vecchi) vittime di una stupida guerra la cui responsabilità non può essere che dello stesso Occidente.
Dalla Francia alla Spagna, dalla Svizzera all'Italia, dalla Germania all'Olanda passando attraverso gli Stati Uniti, non si è fatto altro che condannare: chi condannava gli Hutu, chi i Tutsi, come se fossero stati gli Hutu e i Tutsi quelli che durante la colonizzazione convocarono quella maledetta conferenza di Berlino per dividere il continente in minuscoli stati con scarse risorse umane e materiali.
E che nessuno ci venga a dire che questa crisi di oggi non era prevedibile.
Non ci potete dire che gli occidentali erano cosi stupidi da non poter valutare già da allora l'imminenza di una situazione che non poteva tardare ad esplodere.
Tutti lo sapevano solo che, allora come oggi, non gliene fregava niente.
Noi africani non dobbiamo ingannarci, è il momento di prendere in mano il nostro destino.
Ci diranno che le Nazioni Unite erano pronte ad inviare dei soldati e che si sono fermate perché si è visto il ritorno dei Ruandesi nel loro paese.
Secondo la rivista "Jeune Afrique", ci sono ancora in giro quasi 1milione e mezzo di persone disperse nella regione dei grandi laghi.
E i problemi non sono ancora risolti perché quelli che sono tornati hanno trovato le loro case, i loro campi, i loro villaggi occupati quindi sono ancora dei rifugiati (e peggio di prima sono dei rifugiati nel loro proprio paese).
L'atteggiamento degli occidentali riguardo al Ruanda ci conferma la loro linea di condotta da sempre adottata.
Se esiste l'O.N.U., che bisogna c'era di creare anche la Nato, mi chiedevo l'altro giorno, se non per discriminare gli altri?
E recentemente abbiamo visto e anche capito la rabbia giusta e fondata della Tunisia e della Libia quando hanno saputo della creazione di una forza militare mediterranea composta dalla Francia, Italia, Spagna e Portogallo come se fossero solo loro gli abitanti delle rive del Mediterraneo. E non sarebbe ingiusto se qualcuno si chiedesse a che cosa e contro chi è destinata questa forza.
Purtroppo queste vigliaccherie delle politiche occidentali nei nostri confronti sono numerose. Adesso non si parla più di colonialismo, ma tutti quanti sappiamo che c'è ancora.
Quello che è cambiato è la sua forma. Oggi a parte la Francia, che ha ancora le sue colonie (DomTom) nei Caraibi, non c'è più quest'imperialismo di uno stato da un altro stato, ma c'è la colonizzazione di una società o di una classe sociale da un sistema, il sistema creato dagli occidentali: il capitalismo, la speculazione.
Per rendersi conto di questo basta vedere come vivono in generale gli stranieri originari dai paesi poveri in Occidente.
Gli occidentali che vengono in vacanza o anche per lavoro da noi non hanno i problemi di visti né di permessi di soggiorno, poiché generalmente non è richiesto o ci vuole veramente poco per farlo. Invece per noi se uno deve venire qui deve avere il visto, fare il permesso di soggiorno, rispettare le numerose restrizioni alle quali sono soggetti solo i cittadini di seconda classe e sopportare ogni giorno la gente che in treno, o nell'autobus o sul metro non vuole sedersi accanto a te perché sei nero, la gente che tiene la borsa stretta quando ti vede, perché ha paura che gliela rubbi, la gente che non si fida mai di te perché sei uno stupido nero.....
Ed è la stessa gente che afferma di essere solidale coi popoli in guerra. Abbiamo sentite tanti e tanti discorsi pronunciati da politici, giornalisti e anche da persone singole, discorsi che non traducono per niente l'identità di quelli che li pronunciano, discorsi pescati nei libri religiosi o sentiti da preti.
Solo che come immigrati non abbiamo bisogno della carità né dell'aiuto della religione per vivere degnamente qui.
Secondo la dichiarazione universale dei diritti umani approvata anche dall'Italia, tutti gli esseri umani hanno il diritto di vivere dovunque, se gli africani sono esseri umani, perché non devono poter vivere in Italia?
Due anni fa intervistato dai giornalisti della rete televisiva francese France 2, il presidente Abdou Diouf avvisava che fin quando l'Occidente non si deciderà ad aiutare senza condizioni (aiuto si fa per dire, perché ce lo deve) i paesi del terzo mondo, ogni giorno ci saranno folle di disperati che nessuna barriera e nessun controllo riusciranno a fermare. Quindi l'immigrazione è diventata come lo è stata la crisi dei grandi laghi un'imminenza. Si potranno trarne dei vantaggi se si saprà definire una buona politica al riguardo, nel caso contrario rischia di essere (come comincia ad esserlo adesso in Italia) non soddisfacente tanto agli ospiti quanto allo Stato accogliente.
Bisogna rendersi conto che finché l'immigrato deve avere
la casa perché un italiano non la vuole o perché
l'immigrato può pagare un costo molto più alto rispetto
all'italiano;
finché per fare un documento alla questura l'immigrato
deve passare lì la notte quando per l'italiano è
una questione di minuti.
finché la polizia può venire a perquisire noi e
le nostre case in qualsiasi momento e senza neanche un mandato
di perquisizione;
finché dovremo avere un lavoro (ed essere sottopagati rispetto
agli italiani) perché non c'è un italiano che vuole
questo lavoro;
finché dovremo fare un certo tipo di lavoro anche se abbiamo
le capacità di esercitarne uno diverso;
finché saremo discriminati dentro e fuori delle nostre
case;
finché saremo curati in caso di malattia perché
dobbiamo ritornare al lavoro per non far perdere delle ore ai
nostri datori di lavoro o perché rischiamo di contagiare
gli italiani;
finché non possiamo partecipare (almeno attraverso il voto
amministrativo) all'elezione di quelli che hanno deciso per le
città dove abbiamo vissuto gli ultimi 5 anni e forse dove
vivremo ancora per i prossimi 10 anni...
ci sarà sempre dell'odio tra cittadini dello stesso paese
perché ormai ci sentiamo cittadini del vostro paese (magari
di classe inferiore).
C'è un detto africano che dice: "quando l'amore costruiva già dei palazzi, l'odio non era ancora capace di costruire una pietra, ma oggi l'odio può distruggere in un attimo ciò che l'amore ha potuto creare in un secolo".
Aliun
Alien - Dicembre 1996