Alien - Aprile 1997


Avvicinarsi all'altro aiuta a superare pregiudizi e paure

Intervista a Francois

D- C'è stato qualcosa che ti ha colpito particolarmente al tuo arrivo in Italia?

R- Si, sicuramente il freddo visto che sono arrivato in inverno ed in Africa è la stagione più calda. Questo mi ha scoraggiato molto.

Un' altra cosa che mi ha colpito è che venendo dal Camerun dove siamo tutti neri mi sono trovato in mezzo ad una marea di gente bianca.

D- Come era la situazione socio-ecnomica in Africa prima che tu partissi? R- La situazione era ed è molto difficile, ed è per questo che ho deciso di lasciare a malincuore il mio paese per venire qui.

In Camerun non c'è lavoro, quindi per la necessità di lavorare per poter sopravvivere si emigra verso paesi più ricchi.

Dall' Africa l' Europa è vista come un paradiso, dove si può ottenere tutto facilmente, ma una volta giunto qui ti accorgi che la vita è molto dura. Personalmente mi ritengo fortunato perché avevo un riferimento qui a Roma che è mio fratello. Abitavo nella casa dello studente, mi sono iscritto ad un corso di italiano e ho trovato un piccolo lavoro in negozio di mobili, ma dopo sei mesi la casa dello studente ha chiuso ed è stato molto difficile trovare un altra situazione.

D- Le relazioni con la gente come erano e come sono?

R- Dove abitavo c'erano solo africani quindi era come se stessi in Africa, con gli altri non avevo molte relazioni, infatti quando uscivo sentivo che mi trovavo in un altro mondo. Penso che per noi stranieri è molto importante imparare la lingua perché senza di essa non puoi comunicare e non ti puoi difendere. Il mezzo che mi ha permesso di avvicinare la gente è stato lo sport, infatti un giorno, sentendo il desiderio di conoscere qualcuno che abbia una cultura diversa dalla mia sono andato al campo sportivo dove c'erano dei ragazzi che stavano giocando a calcio.

Avevo tanta voglia di giocare anche io, ma per timore non mi sono proposto. Ad un certo punto la palla viene verso di me, gliela ripasso, un ragazzo mi si avvicina e mi invita a giocare. Da quel giorno oltre a giocare insieme condividiamo un amicizia.

D- Quindi un giorno hai deciso "oggi voglio conoscere qualcuno"?

R- Si, l'ho deciso! Non volevo continuare a frequentare solo africani, volevo confrontarmi anche con altri con un altro modo di fare.

Oggi se chiedi ad un ragazzino " dove abita Francois " ti portano direttamente a casa mia e questo mi fa molto piacere. Quindi bisogna avvicinarsi per sapere chi si ha davanti, purtroppo spesso si giudica prima di conoscere. Un altra persona che ricordo con piacere, che mi ha aiutato molto è il parroco del quartiere.

D- Oggi stiamo vivendo una situazione sociale particolarmente difficile per tanti aspetti, e sicuramente lo è ancora di più per quelli che come te hanno dovuto emigrare in Europa trovando una accoglienza a dir poco ostica.

R- L' immigrazione è un tema molto forte, in più in Italia è un fenomeno nuovo. Gli italiani conoscono molto poco gli immigrati. Questa ignoranza l'ho subita sulla mia pelle: un giorno mentre camminavo per strada si è fermata una macchina sono scesi dei ragazzi con le cinghie in mano e mi hanno mandato all'ospedale.

D- Com'è il rapporto con la gente di altre culture?

R- Gli immigrati sono molto solidali fra loro, indiani o giapponesi che siano. Se incontri un pakistano per strada ti saluta, ma è difficile che ti saluta un italiano se non ti conosce.

D- Cosa si potrebbe fare secondo te per migliorare la convivenza?

R- Come ho detto prima non bisogna avere paura di avvicinarsi a chi ti sta vicino. La paura viene dal pregiudizio e dalla convinzione di non essere accettati, ma nella vita bisogna sempre provare, mai arrendersi. Infatti se io non avessi provato starei ancora intorno a quel campetto di calcio a guardare, mentre oggi in quel campetto ci sono anche io, mi sento partecipe e quindi mi sento bene.

alien e TOWADO YANZE FRANCOIS


Alien - Aprile 1997