Alien - Aprile 1997


Il nuovo disegno di legge sull'immigrazione del governo.

In febbraio il governo Prodi ha presentato un disegno di legge che disciplina l'immigrazione e la condizione dello straniero in Italia. Dopo più di un anno dal varo del famigerato "decreto Dini", che ha regolato una materia delicata come l'immigrazione in modo emergenziale e repressivo, il governo si appresta a far dibattere in Parlamento questo disegno di legge che dovrebbe essere una sorta di "legge quadro" per affrontare in modo più razionale la situazione e i suoi sviluppi futuri. Ma leggendo il testo ci si rende presto conto che non sono molti i cambiamenti rispetto alla legislazione precedente, soprattutto nell'approccio al fenomeno immigrazione e al processo di integrazione culturale. L'approccio è ancora quello che considera l'immigrato un problema da tenere sotto controllo, che deve rispondere a requisiti rigorosi per poter ottenere la concessione del permesso di soggiorno. Le attese di chi crede in una società multiculturale, dove la diversità è ricchezza, dove la solidarietà e la reciprocità sono praticate nel rispetto delle caratteristiche di ognuno, non sono state soddisfatte.

Alcuni punti del disegno di legge sono da considerarsi innovativi, soprattutto per ciò che riguarda l'affermazione di alcuni diritti che vengono riconosciuti allo straniero: diritti umani fondamentali per chiunque si trovi sul territorio italiano; allo straniero "regolarmente soggiornante" sono garantiti i diritti civili, la parità di trattamento nei confronti della Pubblica Amministrazione, la partecipazione alla vita pubblica attraverso l'elettorato passivo e attivo. Sono poi puniti i comportamenti discriminatori sia di pubblici ufficiali, che di gestori di pubblici esercizi e di privati. Inoltre è confermata l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale di chi ha un lavoro regolare dipendente o autonomo.

Ma appunto la maggior parte dei diritti sono riconosciuti agli immigrati "regolari", cioè con permesso o carta di soggiorno già ottenuti; solo che riuscire ad ottenere questo "status" sarà sempre più difficile, dati i filtri legali e materiali che la legge, creata anche per rispettare gli accordi europei di Schengen, impone a chi vuole entrare in Italia. Quindi si parla di diritti per gli stranieri, ma contemporaneamente si creano delle barriere per difendere sempre più la "fortezza Europa", non capendo che un controllo capillare del fenomeno immigratorio è impossibile, e che la chiusura delle frontiere crea solo clandestinità. E clandestinità significa mancanza di diritti, sfruttamento, condizioni di vita non degne di un essere umano, emarginazione, intolleranza.

Ad esempio: si incarica il Presidente del Consiglio, in base a un documento programmatico triennale, di fissare delle "quote" massime di stranieri da ammettere nel paese per lavoro subordinato o autonomo; la competenza per il rilascio del permesso di soggiorno rimane alle questure, non viene delegata agli enti locali, per cui continua ad essere considerata una questione di ordine pubblico che necessita di un controllo poliziesco; anche alla frontiera il respingimento rimane nelle mani della polizia di frontiera, senza atti formali, per cui senza certezza del diritto; riguardo alle espulsioni si arriva a parlare di "accompagnamento in frontiera collettivo, anche attraverso convenzioni stipulate con soggetti che esercitano trasporti di linea"; o addirittura "quando non è possibile eseguire con immediatezza l'espulsione...il questore dispone che lo straniero sia trattenuto per il tempo strettamente necessario presso il centro di permanenza temporanea": un campo di concentramento moderno! Molti degli articoli che compongono il disegno di legge appaiono come concessioni alla destra e ad un razzismo strisciante che rischia così di divenire istituzionale. La preoccupazione maggiore del governo sembra quella di essere sempre efficiente e pronto nella repressione dei comportamenti illegali degli stranieri, come se fosse scontato che questi siano principalmente criminali, non persone con diritti come le altre.

Manca poi un atto che deve precedere qualsiasi nuova norma sull'immigrazione: una sanatoria che consenta di uscire dalla clandestinità alle migliaia di persone che oggi vi si trovano, e che non hanno la possibilità di accedere alla vita sociale "normale".

Il disegno di legge verrà presentato in Parlamento in aprile, per essere discusso e poi votato; sicuramente subirà delle modifiche nel mercato politico che si svolgerà sulla questione, dove i partiti metteranno in campo i loro interessi elettorali e politici; gli interessi degli immigrati verranno presi in considerazione successivamente e avranno ben poca voce in capitolo, come già è avvenuto in altre occasioni, in cui sono stati visti come problemi, come "merce" politica, come potenziali elettori e consumatori, ma mai come esseri umani con la necessità di un futuro da costruire e con il diritto, per il solo fatto di essere sulla Terra, ad una esistenza veramente umana, in qualsiasi nazione si trovino.

Ma in un momento storico come quello attuale, in cui il neo-liberismo sta dettando le nuove condizioni di vita su tutto il pianeta, senza tenere conto delle persone e delle loro aspirazioni, dei loro diritti fondamentali e neanche dei loro bisogni materiali, la mancanza di certezze, di sicurezza, di diritti, di un futuro, arriverà a toccare anche i paesi "ricchi" e i loro abitanti; è sempre più urgente quindi riportare in primo piano l'unico valore universale: quello dell'essere umano.

Sergio Colella


Alien - Aprile 1997