Alien - Aprile 1997
Prima di entrare in merito all'argomento vorrei sottolineare alcuni problemi che sono già stati trattati precedentemente in diverse occasioni e che saranno ancora punti di discussione.
Ormai si è previsto che la popolazione mondiale passerà dai 5 miliardi di abitanti nel 1990 a circa 7,5 miliardi nel 2015, e questo aumento sarà riconducibile nella sua quasi totalità alla crescita demografica dei paesi in via di sviluppo. Per i prossimi 25 anni, la crescita demografica prevista su scala mondiale è quasi equivalente al totale della popolazione umana stimata nel 1950. Tra l'altro le disparità economiche si accentuano tra i paesi e all'interno di ogni paese. Alcuni paesi in via di sviluppo registrano dati di crescita eccezionali ed ottengono risultati impressionanti nella lotta alla povertà, benché si osservino ancora, in alcuni paesi, aree di forte concentrazione della povertà, altri paesi, soprattutto nell'Africa Subsahariana, sono sempre esclusi dal sistema mondiale e sono colpiti da un deterioramento continuo del loro livello di vita, già deplorevole.
Se analizziamo questi dati relativi alla crescita demografica e alla disparità economica nei diversi paesi nel mondo, possiamo dire facilmente quali sono le nuove sfide dell'Africa. Dove va l'Africa? Ha ancora una prospettiva? Francamente non sono nella posizione di dare una risposta esatta a tutte queste domande, ma se guardiamo i conflitti cronici che non sono ancora risolti in modo corretto in alcuni paesi dell'Africa ( come Sudan, Somalia, Liberia, Angola, Zaire, ed altri con profonde crisi politico-istituzionali come Nigeria, Niger) allora in questo caso possiamo dire che l'Africa non va verso la direzione auspicata delle formulazioni positive (pace, diritti umani, democrazia e sviluppo).
Ma ora voglio citare un fatto positivo : recentemente Patrick Evans Okello ha scritto un articolo intitolato "Finalmente qualche buona notizia dall'Africa" (vd. Alien n°1/'97), sottolineando che alcuni paesi dell'Africa stanno sviluppando dei progetti di riforma economica e politica.
Non possiamo negare che i paesi in via di sviluppo stanno attraversando una crisi demografica, ecologica ed alimentare; le istituzioni pubbliche sono spesso inefficienti e il livello tecnologico è generalmente basso, la gente ha poca fiducia nei programmi e nelle istituzioni governative. Specialmente in Africa, la carestia ed i conflitti armati hanno costretto intere popolazioni ad abbandonare i loro paesi.
Per superare tutte queste crisi i governi africani devono intraprendere nuovi approcci contro la povertà, la fame e l'arretratezza.
Secondo me la nuova sfida dell'Africa deve essere orientata verso:
1) Il miglioramento dei servizi sociali di base e l'adozione di misure speciali volte al sostegno del reddito, il raggiungimento dell'autosufficienza alimentare ed il miglioramento della qualità della vita nella comunità dei poveri
2) La stabilità a livello macroeconomico, attraverso la riduzione del debito pubblico, il controllo dell'inflazione ed il mantenimento di un tasso di cambio favorevole
3) L'incentivazione della produzione nei diversi settori, nel contesto generale di una strategia di industrializzazione trainata dallo sviluppo del settore agricolo (Agricultural Development Led Industrialization)
4) Il sostegno del settore privato attraverso misure di incoraggiamento degli investimenti e del commercio
5) Il miglioramento delle infrastrutture, dei servizi e la migliore gestione delle risorse naturali.
Secondo me se i governi africani utilizzeranno questi nuovi approcci con una finalità ben chiara sarà possibile superare tutte le crisi sopraccitate in particolare la riduzione del livello di povertà attraverso il miglioramento della qualità dei servizi sociali di base.
Dott.Osman Mohamed Abdirahman Dvm,ph.D
Alien - Aprile 1997