Alien - Maggio 1997


MA NOI PORTIAMO UN NUOVO MONDO NEL NOSTRO CUORE

di Jorge Daniel D’Alesio, Buenos Aires

 

Quando si parla della società futura, nascono immediatamente due riferimenti. Il primo è un avvertimento di Silo:

"Qualsiasi progetto per una società futura viene fatto da uomini che vivono la decomposizione del momento attuale. Tali schemi, quindi, rifletteranno nel futuro i progettisti del passato (....) Qualsiasi pianificazione progettata per un sistema futuro, sclerotizza, disumanizza e sacrifica gli uomini in nome di una idea. Sarebbe sufficiente che si diffonda con chiarezza cosa è ciò che non si desidera, affinché nasca una nuova impostazione evidente per tutti."

La seconda è un capitolo del Manuale del potere giovane, intitolato Il socialismo libertario e da quest’ultimo una frase in particolare:

"Volersi libero significa volere un mondo in cui non sia necessario utilizzare la parola amore, per pudore e perché è già sottintesa."

Con la pretesa di mantenere tali affermazioni come inquadramento, scrivo le seguenti divagazioni.

La prima immagine è quella di una società senza denaro, in cui tutto viene prodotto in abbondanza, in cui si distribuisce e si interscambia liberamente e secondo le necessità di ogni insieme o individuo. Non vi sono banche né finanziarie. Non esiste tutta l’inutile burocrazia del denaro, non esiste la Borsa né l’FMI.

Così come oggi siamo d’accordo (ossia c’è consenso) sul fatto che un determinato pezzo di carta dipinto può essere scambiato con determinate quantità di alimenti o altri oggetti, così nella società che immagino vi sarà accordo sul fatto che gli alimenti, le altre cose e i servizi saranno a disposizione di chiunque ne abbia bisogno.

Insieme col denaro, è scomparsa la fame. Eliminata la barriera del lucro, gli alimenti circolano liberamente fra i continenti, fra le diverse regioni, fra i diversi popoli. Non avanza cibo, ma neanche manca. Si sfruttano razionalmente gli oceani e le terre. Si pascolano le grandi balene, così come lo immaginò Arthur C. Clarke nel libro Le fonti del paradiso. Si elaborano alimenti con alghe, pesci, cereali, petrolio. Le cosiddette carni rosse si continueranno a consumare, ma in minor proporzione.

Sono scomparse anche le grandi città, come lo previde Clidford D. Simak nel suo romanzo Città. Gli avanzamenti nei trasporti, nelle comunicazioni e nella produzione e distribuzione dell’energia rendono superflua l’agglomerazione di gente attorno ad alcuni centri di produzione e commercio, di fonti di energia o di nodi di trasporto e comunicazioni. Ma si è anche estinta la necessità di lavorare: praticamente tutta la produzione è automatizzata o robotizzata, essendo necessarie pochissime persone per supervisionare i processi industriali.

La maggior parte della gente che lavora lo farà in modo volontario e nei compiti o funzioni in cui l’essere umano è insostituibile: nella salute, nell’educazione, nella ricerca scientifica in generale, nella protezione e nello sviluppo dei disabili. Insomma, nelle cose più importanti, quelle che influiscono direttamente sull’evoluzione umana. Quando parlo di ricerca scientifica in generale includo non solo la Chimica, la Fisica, la Biologia, la Matematica, ecc., ma anche la Storia, la Storiografia, l’Archeologia, la Linguistica o Filologia, l’esplorazione (robotizzata o no) di tutto l’Universo e altre ancora.

La gente vivrà vicina o isolata secondo le proprie preferenze, non per necessità. Le abitazioni, i luoghi di produzione, i centri di salute e qualsiasi altro edificio saranno dispersi su pianure, boschi, montagne, isole, ecc. Vi saranno luoghi più popolati di altri, vi saranno raggruppamenti di abitazioni, ma non esisteranno più le enormi città di diversi milioni di abitanti.

L’energia sarà abbondante; oggi si sa che esistono enormi giacimenti petroliferi in tutti i continenti, ma si sfrutterà anche la differenza di temperatura fra le cappe alte e quelle profonde dei mari, il movimento delle onde, la luce del sole, i venti, i fulmini, il calore delle profondità del pianeta e chissà quali altre fonti di energia. Coloro che predicono un mondo assopito e crepuscolare a causa della scarsità energetica e della sovrappopolazione sono, nel migliore dei casi, ignoranti; nel peggiore, infami traditori della loro condizione umana.

Lo spauracchio denominato "eccesso di popolazione" (eccesso per chi?) rimarrà nel passato, come una superstizione degli ignoranti e dei ritardati mentali, simile ai mostri che popolavano mari e terre inesplorate sulle carte dei cartografi europei medievali.

Coloro che parlano di sovrappopolazione sono anch’essi ignoranti o nemici dell’umanità. Al contrario, quanta più gente, tanta più diversità e tante più possibilità evolutive. Tale nefasta espressione sarà considerata con sorpresa e pena, come un errore, uno sbaglio dei predecessori nel considerare le possibilità evolutive e la capacità umana di risolvere situazioni difficili. E non si comprenderà come era possibile temere e rifiutare la venuta di nuovi esseri.

Ma saranno l’educazione e la salute gli ambiti dove la nuova società segnerà tremende differenze con l’oscuro e patetico mondo attuale. Ciò che oggi si insinua appena nella biologia, nella medicina, nell’ingegneria genetica e nella riproduzione umana, permette di prevedere un’importante diminuzione dei condizionamenti naturali che pesano sulla nostra specie.

L’Essere Umano è un essere storico-sociale, per il quale l’educazione è fattore fondamentale, determinante dello sviluppo umanista a cui possono aspirare individui e società. Allora, l’educazione sarà integrale, includendo tutta la vita e tutti gli ambiti dell’espressione umana. Ma nel trattamento dato alle nuove generazioni, neonati, bimbi e adolescenti, si segnerà la differenza con la massificata e discriminatoria istruzione che si offre attualmente. (Massificata perché si pretende che la maggioranza dei bambini imparino le stesse cose e si comportino nello stesso modo; discriminatoria perché solo pochissimi possono accedere ai migliori studi di livello medio e universitario).

Cambierà notevolmente il punto di vista rispetto al passato e l’interpretazione della Storia. L’idea di processo sarà compresa e applicata non solo dagli specialisti, ma da tutte le persone. Il processo dell’Umanità verrà osservato come un tutto , senza razze superiori né popoli eletti, senza focalizzare lo studio su una sola civiltà ignorando o disprezzando le altre. Si considereranno tutti gli aspetti di ogni cultura. Oltre alla politica, all’economia e agli avvenimenti militari si studieranno l’arte, la scienza, le tecniche, l’educazione e qualsiasi altra attività di cui siano rimaste tracce. Si amplierà la conoscenza sul passato umano, mediante un aumento della ricerca archeologica e revisionando e comparando le scoperte e le comprensioni degli ultimi secoli. Il punto di vista umanista prevarrà sulle interpretazioni o spiegazioni razziste, economiciste e naturaliste in generale.

Lo Stato nazionale sarà scomparso e l’organizzazione sociale avanzerà notevolmente come si insinua nel racconto Il giorno del Leone Alato. La democrazia diretta sarà una realtà. Gli insiemi umani si assoceranno in comuni basati sulla cooperazione e sulla reciprocità, tanto tra gli individui che li compongono come con altri comuni. Questa cooperazione implicherà non solo ciò che oggi si conosce come "economia", ma anche il campo educativo, quello artistico, la salute, ecc..

Scomparirà anche la casta degli imprenditori, quando la gente si renderà conto dell’improduttività e inettitudine di tali personaggi. Nella società futura verranno ricordati come un freno al progresso e al benessere delle popolazioni. Nessuno si lamenterà dell’estinzione di questa casta. L’organizzazione della produzione sarà nelle mani delle persone interessate a produrre e agli esperti sul tema e in quelle di chi ha bisogno dei prodotti. Ossia, tutti coloro che oggi vengono designati peggiorativamente clienti o consumatori. Siccome non ci saranno soldi di mezzo, gli avidi saranno di troppo.

I concetti di ricchezza e di povertà non avranno alcuna applicazione pratica, così come oggi non ce l’hanno la teoria del flogisto o quella della generazione spontanea.

 


Alien - Maggio 1997