Alien - Aprile 1999


Ciao,
ho letto sul numero di marzo di Alien a pag. 5 l'articolo "Kossovo, io ci sono stato" .
Ho molti amici albanesi e alcune parti dell'articolo di Paolo non le troviamo corrispondenti a quello che a noi risulta essere successo fin'ora in Kossovo e con loro abbiamo pensato di spedirvi un breve articolo che ci fareste molto felici se pubblicherete sul prossimo numero.
Ecco l'articolo:

"Kossovo, noi ci siamo nati".
Abitiamo nella regione del kossovo da più di tremila anni e non abbiamo mai impedito a nessuno di venire ad abitare sulla nostra terra e nello stesso tempo mentre gli altri popoli del mondo erano impegnati ad invadere le terre degli altri popoli, non ci siamo mai permessi di invadere la terra di alcuno e tantomeno di sterminare i loro abitanti. Abbiamo subito invasioni e persecuzioni di ogni tipo da parte di turchi, slavi, europei e perfino italiani, ma non ci siamo mai permessi di invadere i loro territori e nei nostri, quando sono venuti in pace, li abbiamo sempre accolti ed accettati come fossere nati e cresciuti lì da sempre.
Dal 1989 abbiamo scelto la non-violenza attiva come forma di lotta per la rivendicazione dei diritti umani nel Kossovo e ricordiamo che questa importantissima scelta fu celebrato con uno dei più potenti atti che la storia umana ricordi: più di un milione di persone si ritrovarono nella primavera del 92 in una piana vicino a Pristina e si perdonarono uno con l'altro e ognuno con tutti per poter affrontare la lotta per i diritti umani del kossovo in uno stato interno di completa riconciliazione e in Kossovo non scoppiò la guerra mentre il resto della ex Yugoslavia venne dilaniata da uno dei più atroci conflitti che la storia ricordi.
Tra due opposti nazionalismi:
In mezzo ad un nazionalismo di stampo nazionalsocialista o meglio "nazista" ed un nazionalismo che rivendica i diritti umani per tutti gli abitantti di quella terra e coerentemente del mondo, ogni voce che si levava per favorire il dialogo veniva incarcerata e torturata per farla tacere (oltre 600.000 interrogatori tra il 90 e il 98). Il Movimento Umanista appoggiò ed aiutò la scelta della non- violenza attiva , in particolare Paolo Vecchi venne accolto ed ascoltato. Prendemmo in considerazione l'invito a partecipare all'internazionale umanista di Mosca, ma non potemmo recarci per non dovere subire ulteriori persecuzioni a causa di una nostra esplicita apertura alla rivendicazione internazionale in favore dell'essere umano e dei diritti umani. Alcuni nostri intellettuali aderirono comunque alla campagna promossa dal Movimento Umanista "Mondo senza guerre". Una lettera di Paolo Vecchi a Rugova fu letta per intero da Rugova stesso in una trasmissione della televisione albanese nel Gennaio 1998. E ci sentiamo di poter francamente affermare che non si può chiedere ad un padre di non abbracciare un fucile per difendere la propria moglie, i propri figli, i propri genitori dalla tortura, dalla mutilazione e dall'assassinio e continiamo ad affermare che in Kossovo non è in atto nessuna guerra, bensì una pulizia etnica, cioè che è necessario l'intervento dell'onu non per far cessare una guerra, ma per far cessare una pulizia etnica. Il convivere con i serbi non ci crea nessun problema, ci crea problema, ma non solo a noi in kossovo, il neoliberalismo e in particolare la sua forma più estrema, il nazionalsocialismo dei pazzi criminali come Milosevic.

Un grande abbraccio a tutti voi di Alien e veramente complimenti per il validissimo contributo che state dando alla diffusione del Nuovo Umanesimo
Domenico Schietti (Mingo) - Altin Leka

Alien - Aprile 1999