Alien - Aprile 1999
La Corte Costituzionale: parita' tra lavoratori immigrati e italiani
Roma - La Corte costituzionale ha sancito, di fatto, la totale equiparazione tra i diritti dei lavoratori immigrati
e quelli dei cittadini italiani. é questa, infatti, la portata della sentenza n.454 depositata il 30 dicembre
scorso e redatta dal giudice Valerio Onida. Il pronunciamento è scaturito in seguito a un giudizio di legittimità
promosso con un'ordinanza dal pretore di Trieste.
Al magistrato giudicante si era rivolto un rifugiato politico somalo, riconosciuto invalido con una perdita permanente
della capacità lavorativa pari al 79%, chiedendo che fosse dichiarato il suo diritto ad essere iscritto
nell'elenco dei lavoratori invalidi civili da avviare obbligatoriamente al lavoro, secondo quanto stabilisce la
legge del 1968.
Durante il procedimento civile il pretore ha sollevato d'ufficio la questione, sostenendo che l'attuale legge in
materia di collocamento e trattamento dei lavoratori immigrati non assicura agli extracomunitari gli stessi diritti.
Per la Consulta "la questione è infondata, in quanto la lacuna normativa denunciata, dalla quale discenderebbe
la violazione della Costituzione, non sussiste". "Una volta che i lavoratori extracomunitari siano autorizzati
al lavoro subordinato stabile in Italia, e siano posti a tal fine in condizioni di parità con i cittadini
italiani, essi godono - ha sentenziato la Consulta - di tutti i diritti riconosciuti ai lavoratori italiani, Né
perdono tali diritti per il fatto di rimanere disoccupati".
Sul caso specifico, la Consulta ha ricordato che i lavoratori extracomunitari riconosciuti invalidi civili hanno
diritto, "in condizioni di parità con i cittadini italiani che ne abbiano i requisiti", ad essere
iscritti nell'elenco dei lavoratori invalidi civili da avviare obbligatoriamente al lavoro ai sensi della legge
n.482 del 1968.
Alien - Aprile 1999