Alien - settembre 05


PERSONE E NON “IMMIGRATI">

La posizione del Centro delle Culture per la chiusura dei CPT
(Centri di Permanenza Temporanea)

I CPT e la legge che ne decreta l’esistenza sono strumenti di discriminazione che relegano gli esseri umani alla condizione di immigrati, regolari o clandestini, ritenuti utili o pericolosi, valutati come espressione della cultura di appartenenza e non come esseri umani ai quali appartiene una cultura, ignorati nelle loro intenzioni, necessità, aspirazioni.

I CPT e le intenzioni che li hanno generati sono l’espressione di una negazione dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani e della negazione del diritto alla libera circolazione nel pianeta. Sono il tentativo di ostacolare il miglioramento del presente e la costruzione di un futuro comune.

Inoltre, in quanto strumenti di repressione e controllo, hanno generato violenza: al loro interno sono quotidiane le violazioni dei più elementari diritti, così come gli episodi di violenza tra gli “ospiti” .

Il Centro delle Culture afferma che l’unica posizione possibile è la chiusura dei CPT e la sostanziale revisione della legge sull’immigrazione, prima ancora che da un punto di vista politico e giuridico, da quello etico.

E intende riportare l’attenzione alla questione fondamentale che ha generato il progetto e la successiva attuazione dei CPT: il considerare la migrazione in quanto “fenomeno”, da controllare e da sfruttare, e non considerare la migrazione in quanto necessità espressa da molti esseri umani in tutti i luoghi del pianeta.

E’ necessario sottolineare questo differente sguardo al tema, se si vuole evitare di assumere posizioni riformiste che si limitano a richiedere modifiche di queste strutture e della legge che le decreta.

L’unica conclusione possibile è la chiusura di questi luoghi di violenza e di sofferenza e la revisione della legge che norma l’immigrazione, prima che in termini politici e giuridici, in termini etici.

L’unica conclusione accettabile è quella che comporta il cambiamento di un punto di vista su questo tema: non esiste “il problema immigrazione”, esistono esseri umani con bisogni ed aspirazioni, con necessità e sogni. Esistono persone e non “immigrati”.


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