Santiago del Cile, febbraio 1997
LA RIVOLUZIONE ECONOMICA UMANISTA
Jerome Smith. E-mail: jsmith@netup.cl
E adesso?
Durante tutto il 20° secolo lumanità è vissuta credendo che esistono solo due sistemi economici possibili, opposti tra di loro: lEconomia di Mercato (Capitalismo) e lEconomia Pianificata ( Socialismo). Nel momento attuale, alla fine del millennio, dopo la caduta dellUnione Sovietica e il fallimento dei Socialismi reali si è persa la fede nella possibilità di una società giusta e solidale e si è accettata (per molti con rassegnazione e con gioia per altri) lEconomia di Mercato come lunico sistema possibile nella pratica. Quindi lessere umano si trova in un momento di rassegnazione e scetticismo di fronte ai mobili ideali e alle proposte di un mondo migliore: li si scarta come utopie e ingenuità.
Di fronte a questo momento di crisi, nasce la necessità imperiosa di proporre un modello economico rivoluzionario che implichi un superamento storico di tutto ciò che è conosciuto finora: un salto qualitativo nellevoluzione dellessere umano. Questo aiuterà le persone a risvegliare la propria fede in un mondo migliore, ed aprirà il futuro dellessere umano verso una nuova civiltà.
LECONOMIA ATTUALE
Premesse filosofiche
La società attuale ha il proprio fondamento in una premessa tacita di base. Tale credenza non viene espressa esplicitamente nelle Costituzioni o nelle leggi ma la sua presenza si nota in quasi tutte le correnti di pensiero e negli atteggiamenti delle persone. Si potrebbe riassumere nel modo seguente:
Lessere umano ha una natura predeterminata. Di conseguenza i suoi atti sono prodotto meccanico della sua natura. Non può cambiare la sua natura essenziale, e in fondo non possiede intenzionalità o libero arbitrio.
In altre parole,
La coscienza è passiva, è in quanto tale riflesso del mondo.
Questa stessa premessa si è resa manifesta in forme diverse (anche se in essenza è la stessa) nelle ideologie liberali e marxiste.
Allinterno della concezione liberale, luomo è intrinsecamente egoista per natura e si muove solo secondo i suoi interessi personali. Allo stesso modo degli animali, la selezione naturale si incarica che sopravvivano solo gli individui più adatti (Darwin). Estrapolando questa concezione alla società nascono i concetti del libero mercato, della competitività, della sopravvivenza delle imprese più efficienti, e delle leggi "naturali" dellofferta e della domanda. In sintesi, la società sarebbe retta da leggi della natura.
Secondo il materialismo dialettico, la materia è lassioma basico di partenza, e lessere umano è soggetto alle stesse leggi fisiche che reggono la materia. Sviluppando in base a questa premessa si arriva alla conclusione che la società è retta da leggi naturali tali come la lotta di classe e i fattori di produzione.
Anche se apparentemente opposte le ideologie liberali e marxiste hanno essenzialmente le stesse premesse e le stesse conclusioni: che lessere umano ha una natura determinata e che la società è retta da leggi naturali, come quelle che governano la materia. Sarebbe a dire, la società è un fenomeno meccanico, naturale, e di conseguenza non dipende, ne può essere cambiato, dalla volontà o dallintenzionalità degli esseri umani.
Questa posizione filosofica del liberalismo e del marxismo si manifesta nella pratica nei rispettivi modelli economici, come vedremo di seguito.
Il Principio di base dellEconomia di Mercato
Osservando il funzionamento dellEconomia di Mercato, si deduce che si sostiene in base al seguente principio di base:
Il fine o il motivo per produrre qualsiasi bene è il lucro personale.
In altre parole, il motivo per formare unimpresa o fare qualsiasi lavoro è quello di ricevere denaro in cambio.
Questo implica il fatto che qualsiasi occupazione umana si misura in termini monetari. Un progetto ha senso se redditizio per gli esecutori, o, in altre parole, se ostenta un numero positivo allultima riga di una colonna di risultati. Un progetto il cui fine fosse quello di raggiungere un maggiore benessere spirituale tra i vicini di un comune (per esempio) sarebbe difficile da giustificare in questo sistema, nel momento di ottenere finanziamenti dallimprenditoria privata.
Questa prospettiva economicista si è estesa fino ad invadere tutto il campo della soggettività umana. Il vero interesse di coloro che controllano i mezzi di produzione è quello di fare buoni affari per sé stessi. Non è quello di dare un contributo alla società. Il resto dellumanità, quelli che vendono la loro forza lavoro, sono obbligati ad avere la stessa motivazione, giacché tutti hanno bisogno di denaro per sopravvivere. "Dal pensiero fino ai muscoli, tutto è educato per contrarre, non per lasciare andare". In questo modo, le intenzioni, la creatività e lenergia mentale delle persone viene orientata a ottenere denaro, e non realmente a risolvere i problemi dellumanità.
Non bisogna quindi stupirsi della povertà che regna sul pianeta, non solo in Africa e nel Terzo Mondo, ma anche nelle città dei paesi "sviluppati". Allinterno della logica dei buoni affari, per ottenere un buon reddito non è necessario produrre beni per soddisfare le necessità dei grandi insiemi umani. E sufficiente produrre una modica quantità per un settore possidente della popolazione.
Di conseguenza, se accettiamo la premessa rispetto alla natura predeterminata dellessere umano, diremmo che, per semplice osservazione, le leggi "naturali" dellofferta e della domanda non sono stati efficaci per superare i problemi dellumanità. Daltra parte, se riconosciamo lesistenza dellintenzione dellessere umano, vediamo che nel momento attuale lintenzionalità dinsieme dellumanità è posta nellottenimento di denaro. Vediamo adesso come questo semplice fatto abbia dato luogo a tutta la costruzione economica e sociale che conosciamo oggigiorno.
Linefficienza dellEconomia di Mercato
Contrariamente a ciò che sostengono le rispettive ideologie, leconomia di mercato è straordinariamente inefficiente. Esaminando attentamente la meccanica di questo sistema, si osserva che esistono numerose attività che non contribuiscono assolutamente alla produzione di beni. La loro vera funzione è quella di assicurare la massima redditività ai padroni dellaffare.
Ogni anno si spendono milioni di dollari in pubblicità per promuovere varie marche dello stesso prodotto, per esempio "Coca Cola" e "Pepsi". Largomento che la pubblicità è necessaria per informare la popolazione sullesistenza dei prodotti suona come un insulto allintelligenza: a fini informativi basterebbe un annuncio sulle pagine gialle! Se qualcuno ha bisogno di un determinato prodotto, basterebbe avere una fonte informativa degna di fiducia che indichi dove ottenerlo.
Prendiamo un altro esempio: una tipica impresa manifatturiera, una fabbrica di scarpe. Limpresa, ossia il gruppo umano che lo costituisce, lavora per produrre scarpe, beni che soddisfano una necessità della gente. Tuttavia, vi sono molte attività effettuate dal personale dellimpresa che non contribuiscono per niente alla produzione in sé. I venditori passano tutto il giorno per la strada alla ricerca di clienti (come se non esistesse al mondo gente che ha bisogno di scarpe); il personale amministrativo, coadiuvato dal sistema informatico, emette centinaia di fatture in triplice copia ogni mese; la divisione di recupero crediti fa innumerevoli telefonate e visite ai clienti per fare in modo che il denaro torni allimpresa; il personale informatico dedica lunghe ore a inventare programmi che calcolino lo stipendio esatto di ogni lavoratore (non sia mai che si porti via qualche liretta in più per errore); la divisione "Marketing" e il Direttore Generale dedicano le loro vite a inventare strategie per collocare i propri prodotti su nuovi mercati, e a proiettare limpresa oltre il 2000. A cosa è diretto questo sforzo ciclopico? A produrre scarpe? E chiaro che non è così. La produzione occupa una piccola parte dello sforzo realizzato dal personale dellimpresa. La maggior parte: vendite, fatturazione, amministrazione, recupero crediti, informatica, finanze, "marketing", è diretto a ottenere il maggior beneficio monetario possibile per i padroni dellimpresa.
Daltra parte, allinterno della logica degli affari, spesso non ha senso aumentare la produzione. Al contrario, un eccesso di produzione produce una sovraofferta e la domanda si riduce e con essa i prezzi. Riducendo invece la produzione si produce scarsità, e per la meccanica dellofferta e della domanda, i prezzi crescono. Di conseguenza, a volte è più redditizio produrre poco e caro, invece di permettere che più persone abbiano accesso a un determinato prodotto. Un esempio mostruoso si osserva in agricoltura: risulta più redditizio per i produttori di cereali degli Stati Uniti distruggere la produzione in eccesso che donarla a paesi che ne hanno bisogno, come lEtiopia e il Ruanda.
Estrapolando questo a tutta la società, possiamo inferire che i maggiori sforzi dellumanità sono posti nella preoccupazione di rendere redditizia lattività che ognuno svolge, invece di produrre per la società.
Il Denaro: Il Mito del Secolo 20
Oggi il denaro è tutto. E la nuova religione. Per quasi ogni progetto, si ha bisogno di denaro: per formare unimpresa, creare una Università, o realizzare ricerche su una cura per lAIDS. Per alimentarsi adeguatamente, per educarsi, per avere accesso allinformazione, per togliersi un dente, e anche per avere relazioni affettive si ha bisogno di denaro. Si è insediato il Dio denaro nei cuori degli uomini.
Ma in realtà questa situazione si sostiene su un grande mito. Si crede che il denaro sia un oggetto tangibile, che una sostanza e una forza intrinseca che lo rende capace in sé stesso di costruire industrie, autostrade e ospedali. In realtà, lunica forza che veramente costruisce il progresso materiale è quella del lavoro dellessere umano. Lattività creatrice di milioni di persone producono le automobili, le case, leducazione, la salute e la cultura. Non vengono prodotte dal denaro.
Il denaro è una convenzione sociale creata al fine di stabilire precisamente i beni che uno vuole ricevere in cambio di ciò che viene prodotto. E una forma avanzata di scambio, dove latto di ricevere un bene tangibile viene sostituito dallatto astratto di "registrare" la transazione avvenuta nella coscienza collettiva contabile. Indipendentemente dalla forma di pagamento, si realizza sempre latto di registrare la transazione. Quando il pagamento viene effettuato in contanti (fogli di carta colorati di 7x14 cm.), la registrazione è mentale: si dice, "ti ho dato la merce, mi hai pagato, già non mi devi nulla". In altri casi la registrazione avviene su un conto corrente bancario, in cui le transazioni si registrano elettronicamente in un computer. In questo modo il denaro si è trasformato in un meta-bene. Non è un bene in sé stesso, ma si utilizza per scambiarlo con beni tangibili. Ciò che rende questo possibile è laccordo tacito sociale che accetta denaro in cambio di qualsiasi servizio o prodotto.
Questa universalità di potere di acquisto che si è attribuita al denaro lha trasformato in un meta-bene molto quotato nella società. Con il denaro si può comprare tutto, perfino le persone. Intorno a questa convenzione sociale si è costruito un impero mondiale di un potere inedito: la banca e il sistema finanziario internazionale. Tutte le attività bancarie, della borsa valori, del mercato dei capitali, costituiscono la struttura di un edificio astratto nelle coscienze delle persone che acquisisce proporzioni impressionanti. Si spendono migliori di dollari in tecnologia di ultima generazione in appoggio al sistema finanziario: super computer, fibre ottiche e comunicazioni via satellite. Tutta questa attività non contribuisce neanche in minima parte a qualcosa di utile per la gente. La banca non produce assolutamente niente che sia utile alla vita concreta di un essere umano.
Il sistema finanziario si è trasformato in uno strumento di dominio e di potere di pochi sul resto dellumanità. Le imprese non possono operare senza il credito bancario e i governi trascurano le necessità dei propri popoli per non far fuggire i capitali stranieri verso altri mercati. Un pugno di uomini senza scrupoli, padroni del capitale finanziario internazionale i cui motivi non sono lavanzamento dellumanità ma solo i loro interessi personali, controllano i destini della società, decidendo in cosa investire il proprio denaro. Il loro unico criterio per linvestimento è quello della redditività, non importa che esso sia scoprire una cura per il cancro o fabbricare armi.
La rivoluzione tecnologica: un paradosso sociale
La rivoluzione tecnologica ha portato con sé un grande paradosso. Durante lepoca della rivoluzione industriale, nel XIX e XX secolo, nelle fabbriche e negli uffici la maggioranza delle persone hanno dovuto svolgere lavori tediosi e noiosi che offendono lintelligenza e opprimono lo spirito. A partire dagli anni ottanta la massificazione della tecnologia informatica e robotica ha reso possibile lautomazione di molti compiti meccanici e ripetitivi, in altri tempi realizzati dagli esseri umani. Negli uffici, dove prima vi erano eserciti di funzionari che sommavano numeri con carta e matita, adesso cè un contabile e un computer. La compagnia giapponese Toyota possiede fabbriche di automobili prodotte esclusivamente da robot e supervisionate da un solo uomo.
Questo cambiamento avrebbe dovuto significare un grande beneficio per lumanità liberando lessere umano dai lavori monotoni per potersi dedicare ad attività più interessanti e creative. Questo, tuttavia, non è accaduto nella pratica. Al contrario, una minoranza di imprenditori si è impossessata illegittimamente della tecnologia, che in realtà è patrimonio di tutta lumanità, e la utilizza nelle imprese per licenziare il personale in modo da ridurre i costi e aumentare i propri utili. In questo modo i lavoratori vengono effettivamente liberati dai lavori tediosi, ma senza il beneficio che stanno offrendo le macchine. I lavoratori rimangono disoccupati e senza entrate che assicurino il loro benessere e solo limprenditore riceve i benefici della automazione. La spiegazione di questo fenomeno ha radici nel principio di base delleconomia di mercato menzionato allinizio di questa tesi: poiché il fine per realizzare qualsiasi attività è il lucro personale, limprenditore non introduce la tecnologia pensando al tempo libero che questa può offrire ai propri impiegati, ma al maggiore profitto che lui stesso può ottenere.
Quindi, la conseguenza della rivoluzione tecnologica nel sistema neoliberale è laumento della disoccupazione. Questo si osserva oggi soprattutto in Europa. I settori disoccupati vedono ovviamente diminuito il loro potere acquisitivo, e pertanto consumano meno e gli imprenditori si vedono ridurre le vendite. Si sarebbe portati a pensare che per questo motivo automazione è un processo insostenibile perché alla lunga limprenditore non saprebbe più a chi vendere. E difficile esprimere una conclusione categorica su questo punto, ma ciò che è chiaro è che nella misura in cui limprenditore riduce i propri costi, ha bisogno di vendere sempre meno per mantenere la sua impresa è ottenere utili. Ha solo bisogno di produrre e vendere a una minoranza (ogni volta più ridotta) di persone agiate. Allora vasti settori dellumanità restano emarginati, fuori dal circolo produttivo perché ormai non lavorano e non consumano. Si genera la situazione mostruosa e assurda che non si ha più bisogno dellessere umano, né per produrre, né per comprare, e quindi si trasforma in qualcosa di eliminabile, in qualcosa di troppo.
IL NON SENSO
Ogni essere umano ha bisogno di sentire che la sua vita ha senso, che egli non sta vegetando, semplicemente esistendo per compiere il suo ciclo biologico: nascere, procreare e morire. In altre parole, ha bisogno di sentire che ha, nella sua vita, una missione che vada al di là del soddisfare le necessità immediate per la sopravvivenza.
Anticamente, per ogni essere umano il lavoro aveva un senso. Nelle prime comunità primitive il lavoro aveva un senso sociale: ogni membro della comunità, con il proprio lavoro dava il suo contributo al benessere dell'insieme. Alcuni cacciavano, altri pescavano e altri costruivano le case o accudivano i piccoli. Nonostante il lavoro fosse evidentemente orientato verso la sussistenza, esso aveva un fine comunitario e non individualistico e ciò gli conferiva un senso sociale.
Più avanti, dai babilonesi fino al secolo XX, il lavoro dell'umanità, tradotto in scienza e tecnologia, ha portato al superamento del dolore e della sofferenza dell'essere umano, la qual cosa certamente ha avuto un senso valido.
Nel sistema capitalista attuale, per realizzare un qualsiasi lavoro per la comunità non ci si può basare solamente su delle buone intenzioni, poiché servono capitali. Questo è chiaro: per curare dei malati, costruire case e fare ricerca scientifica occorre del denaro. Il fatto che il capitalista sia proprietario del capitale e dei mezzi di produzione implica che egli è proprietario dei mezzi per lavorare. Non si può lavorare senza il capitalista; il lavoratore gli deve chiedere di concedergli un posto di lavoro. E' comune sentire gli imprenditori dire: 'Io "do" lavoro a tanta gente', e sentire i lavoratori commentare riconoscenti: 'Il mio padrone mi "da" lavoro'. L'ironia è che l'imprenditore da al lavoratore qualcosa da fare, mentre in realtà già c'è molto da fare, molte necessità umane da soddisfare. Quindi l'imprenditore controlla il lavoro: egli decide quale lavoro verrà realizzato, dove, quando, quanto, per chi e a che scopo. Come abbiamo già sottolineato, l"a che scopo" è quasi invariabilmente il lucro personale dell'imprenditore.
Di conseguenza, spinte dalla necessità di sopravvivere, le persone si vedono obbligate a lavorare sostenendo le intenzioni di quelli che controllano il sistema e non d'accordo ai propri progetti. Il sistema infonde un permanente timore di perdere il posto, ottenendo in tal modo che i suoi impiegati facciano un sacco di ore di lavoro straordinario. Inoltre il sistema ha fatto il lavaggio del cervello alla gente, facendo credere che essi avranno successo nell'azienda, se si mettono la maglietta della Company.
In tal modo, le persone lavorano sapendo che il vero scopo del proprio lavoro non è di dare un contributo all'umanità, bensì quello di appoggiare un sistema sociale disumano e violento. Il cassiere di una banca intuisce che egli, in realtà, non sta producendo niente di utile per la gente; il venditore di AFP (in Cile: fondi per le pensioni) sa che, alla fin fine, tutte le AFP sono uguali; il gerente di una clinica privata deve render conto agli azionisti in termini di rendita più che di vite umane salvate.
Molti si auto-ingannano dicendo che stanno bene, che sono tranquilli e che il loro unico progetto di vita è quello di continuare a lavorare. Altri che, economicamente, hanno avuto "successo", portano la sconfitta nella propria anima, anche se gli è difficile riconoscerlo, poiché il denaro non gli ha portato la felicità che essi speravano. D'altro canto, oggigiorno molte persone riconoscono di sentirsi asfissiate in una grigia monotonia senza orizzonti e che non ha un vero senso lavorare tutto il giorno per aiutare la Company nei suoi progetti di espansione, i quali non servono all'umanità ma solo agli interessi di un gruppuscolo di azionisti.
Questo sistema ha prodotto il non senso sociale, che tocca tutti allo stesso modo: poveri e ricchi, lavoratori ed imprenditori. L'impiegato che lavora tutto il giorno in un ufficio si sente chiuso nella sua routine e senza futuro. Il magnate, padrone di un impero economico, sa nel suo intimo che nel fondo del suo cuore si sente vuoto e, in realtà, molto povero, dal momento che, morendo, non potrà portarsi dietro la sua fortuna..
IL SOCIALISMO
Secondo la concezione marxista, quando le contraddizioni interne alla società borghese arrivano ad un livello tale da inasprire a sufficienza la lotta tra le classi, il proletariato prende il potere e instaura la "Dittatura del Proletariato". In conseguenza della medesima premessa filosofica presente nel liberalismo, riguardo alla supposta natura predeterminata dell'essere umano, il fatto rivoluzionario non è visto come un atto di intenzionalità umana, ma come un fenomeno inerente alle leggi dell'evoluzione storica. Per lo stesso motivo, la società non può essere governata tramite l'esercizio della libertà individuale dei suoi cittadini, perché così si tenderebbe naturalmente verso l'anarchia oppure ci sarebbe un ritorno al capitalismo, spinti dalle "naturali" forze reazionarie della controrivoluzione. Si suppone che le "masse" non siano istruite, essendo state educate nella società borghese e, pertanto, devono essere guidate dalla dirigenza del Partito Unico (Comunista). Questo punto di vista viene utilizzato per giustificare l'installarsi di una dittatura del partito unico, durante la quale viene mantenuto un controllo ferreo sulle persone, sulle idee, sui partiti politici, sulle religioni e sull'economia. Tutto viene controllato dallo stato che è nelle mani di una nuova minoranza al potere.
In particolare, la burocrazia statale pianifica e controlla l'economia affinché ogni persona riceva ciò che gli corrisponde e affinché si produca in base alle necessità della popolazione. Rimane così poco spazio per la libertà e per l'iniziativa della gente. Si tratta di una società autoritaria, tanto nella sua concezione filosofica che nel suo sviluppo storico, tristemente conosciuto; una società nella quale viene negata la libertà e l'intenzionalità dell'essere umano. Questo atteggiamento apprensivo, che non permette alla gente di dirigere il proprio destino, rivela una enorme mancanza di fede nell'essere umano.
Si vuole trasformare l'essere umano creando un nuovo uomo solidale. Ma, siccome si parte dalla premessa della passività della coscienza, si impone la solidarietà per decreto, tentando di cambiare l'uomo dal di fuori (dalle sue condizioni oggettive), invece di farlo dal di dentro, a partire dalla sua soggettività.
Se si negano la libertà e la soggettività, vale a dire la dimensione spirituale dell'essere umano, qual è allora il senso della società marxista? Il fine del lavoro è solo la soddisfazione delle necessità biologiche, non della necessità di una crescita interiore. In tal modo l'uomo viene ridotto ad un mero fattore economico. Questa visione così piatta e grigia della vita genera, alla fine, lo stesso non senso del Capitalismo.
Durante il secolo XX, né il capitalismo né il Socialismo sono stati capaci di generare benessere per l'essere umano, ed inoltre la premessa filosofica della passività della coscienza, soggiacente alle loro concezioni, ha prodotto il non senso sociale. Queste vecchie forme economiche ed ideologiche si sono ormai esaurite, ed è giunto il momento di costruire una nuova civiltà.
L'ECONOMIA UMANISTA
PREMESSE FILOSOFICHE
Il Nuovo Umanesimo prende come punto di partenza assiomatico l'esperienza soggettiva dell'essere umano. Esso non parte da una teoria preconcetta dell'uomo, della storia, di Dio o dell'universo. In altre parole, la realtà essenziale è tutto ciò che la coscienza umana sente, pensa e sperimenta.
Questo assioma da luogo ad un'etica e ad una scala di valori basate sulla soggettività umana, per cui il "bene" è costituito da tutto ciò che permette all'essere umano di sentirsi felice e libero, mentre il "male" è tutto ciò che crea sofferenza all'essere umano. In tal modo, l'essere umano viene collocato come valore centrale, a prescindere da qualsiasi altra considerazione.
Dalla prospettiva dell'esperienza vitale, l'essere umano lotta per essere felice e per superare il dolore e la sofferenza. Distinguiamo tra il dolore fisico, causato da agenti esterni come la fame e la malattia, e la sofferenza mentale, che è il prodotto della mancanza di coerenza interiore.
Fin dagli inizi della sua storia l'essere umano si viene a trovare in un mondo dato, che non ha scelto. Un aspetto di questo mondo è rappresentato dall'ambiente naturale, e di esso fa parte il corpo. L'uomo ha lottato per millenni allo scopo di superare i condizionamenti della natura, creando così l'agricoltura, la medicina, la scienza e la tecnologia. Ha inoltre tentato di dare risposte alla sofferenza mentale ed alle domande sul senso della propria esistenza. In tal modo ha generato una cultura ed una società, per cui l'ambiente dell'essere umano non è solo naturale, ma anche sociale e storico.
La coerenza viene definita come la coincidenza tra il sentire, il pensare e l'agire. La mancanza di accordo tra queste forze è la contraddizione interna, che viene sperimentata come sofferenza e che genera violenza personale e sociale. Al contrario, quando una persona vuole porsi in accordo con se stesso e dispone le sue forze emotive ed intellettuali in una direzione che contribuisce al superamento del dolore e della sofferenza in se e negli altri, allora essa sperimenta nella sua coscienza la pace, l'allegria e la forza.
La felicità di ogni individuo non si oppone alla felicità degli altri. Tutto al contrario: è causando sofferenza ad altri, che si sperimenta una incoerenza interiore, quando trattiamo gli altri in maniera opposta a come vorremmo essere trattati. Invece, trattare gli altri come si vuole essere trattati, questa è la chiave per costruire relazioni umane calorose e fraterne. Questo è il principio della solidarietà, la famosa "regola d'oro", espressa in forme diverse nelle diverse culture, nel corso dei millenni, ma identica nella sostanza.
Riconoscendo l'esistenza della nostra soggettività e ponendola come il fondamento legittimo della realtà, è poi semplice constatare che immaginiamo situazioni inesistenti nel presente ma desiderate per il futuro. Vale a dire che abbiamo una intenzione. L'essere umano ha la possibilità di scegliere tra distinte alternative, cioè possiede libero arbitrio. Questa è l'essenza dell'essere umano: la possibilità della libertà, dell'intenzionalità.
La concezione dell'essere umano come libero ed intenzionale è diametralmente opposta ad altre visioni secondo le quali l'uomo è un automa che agisce in base alle forze meccaniche della natura, governato dai suoi geni e dalle reazioni chimiche che avvengono nel suo cervello. L'essere umano ha la capacità di immaginarsi il futuro che desidera e di lottare per raggiungerlo.
Lottando per superare gli apparenti determinismi del presente, l'essere umano trasforma la natura e se stesso. E' stato dimostrato innumerevoli volte nella storia che non esiste per l'uomo "un ordine naturale delle cose" e che, pertanto, l'essere umano ha la capacità di trasformare se stesso e l'universo, senza limiti. Questa disobbedienza di fronte all'assurdo del naturale costituisce la sua lotta più bella, e neanche la morte potrà arrestare l'ascesa dello spirito umano.
Le premesse filosofiche che rappresenteranno i fondamenti della nuova civiltà possono essere sintetizzate nel seguente modo:
L'essere umano è un essere libero, che possiede intenzionalità e possiede la possibilità di trasformare il mondo e di trasformare se stesso senza limiti. Egli lotta per essere felice e per espandere la sua libertà e la sua mente. L'agire coerentemente con i valori della solidarietà e della libertà da senso alla sua esistenza.
In altre parole, la coscienza è attiva e trasforma il mondo e se stessa.
IL PRINCIPIO FONDAMENTALE DELL'ECONOMIA UMANISTA
L'economia umanista del futuro si baserà sul seguente principio fondamentale:
il fine di ogni lavoro o servizio è quello di portare benessere materiale e spirituale alla società.
Questo significa che la motivazione per realizzare qualsiasi impresa o progetto è quella di contribuire al benessere della comunità, ossia di dare un aiuto ad altri esseri umani (e a se stessi). Il fine non sarà di ricevere in cambio denaro o mercanzie. In realtà, ciò che ogni persona riceverà in cambio, sarà qualcosa di molto più grande e gratificante: la soddisfazione di contribuire al benessere generale e di sentirsi parte di un'umanità fraterna, calorosa e solidale.
Non esisterà più il "calcolo" nel realizzare un qualsiasi lavoro. Si lavorerà in maniera sciolta, rilassata, allegra, senza timori di non ricevere la ricompensa corrispondente.
FUNZIONAMENTO DELL'ECONOMIA UMANISTA
Nell'economia umanista le imprese e le persone regaleranno i propri prodotti e servizi alla comunità. Bisogna domandarsi: "Come sarà possibile ciò? Se per produrre beni si ha bisogno di materie prime e di mezzi di produzione, da dove salteranno fuori questi ultimi?" La risposta è che, come abbiamo sottolineato in precedenza, la ricchezza viene prodotta essenzialmente dal lavoro umano. L'economia umanista funzionerà in base alla reciprocità globale, per cui tutte le persone e le imprese regaleranno, l'una all'altra, la propria produzione. In tal modo, ogni impresa riceverà materie prime gratuite da altre imprese, e le persone che vi lavorano non riscuoteranno soldi. Le persone non avranno bisogno di ricevere un salario, e tanto meno di preoccuparsi per la propria sopravvivenza, poiché tutti i prodotti e tutti i servizi necessari per vivere saranno gratuiti, a disposizione delle persone che ne hanno necessità.
Le imprese si formeranno su iniziativa di gruppi di persone che si uniranno per produrre servizi e soddisfare necessità della propria comunità, città o regione. I macchinari, i terreni, gli immobili, le materie prime e mezzi di produzione saranno ottenuti gratuitamente da altre imprese. I padroni dell'impresa saranno tutti i lavoratori che la costituiscono; questo saranno: "imprese di lavoratori". Il lavoro e le decisioni saranno prese insieme. Ogni persona compirà delle funzioni in base alle sue conoscenze e capacità. Esisterà anche l'equivalente dell'attuale gerente e la sua funzione sarà quella di coordinare ed organizzare la produzione in modo efficiente. Non esisteranno differenze di retribuzione, né conflitti per la ripartizione degli utili, dal momento che non esisteranno né stipendi né utili.
Nell'economia umanista sarà abolito i concetti di comprare e vendere e, con questi, i concetti di prezzo e costo. Di conseguenza, non sarà più necessario il denaro per scambiare beni. Con ciò le banche crolleranno e così gli istituti finanziari. Tutto l'attuale armamentario del capitale finanziario, con le sue borse-valori, il credito e gli strumenti d'investimento resterà come un aneddoto irrilevante del passato.
LA SOCIETA' DELL'ABBONDANZA
In totale contrapposizione con l'economia capitalista e socialista, l'economia umanista sarà una economia efficiente. Non verranno sperperate importanti ore-uomo nella realizzazione di obbiettivi inutili e improduttivi come la pubblicità, il "marketing", le vendite, la contabilità, le finanze, gli incassi, la fatturazione, ecc. Tanto meno l'intenzione umana verrà dissipata nella preoccupazione per i propri guadagni (come stare a "guardarsi l'ombelico"), né alcuna energia mentale andrà persa per il timore della propria sopravvivenza o per la paura di venire truffato. Tutta l'energia e la creatività umane saranno orientate verso la produzione, verso il soddisfacimento delle necessità dell'umanità.
Riprendiamo l'esempio della fabbrica di scarpe, per vedere la differenza con il modello capitalista.
Nella fabbrica di scarpe umanista, alcuni lavoratori realizzeranno la produzione in sé, facendo scarpe, con l'aiuto di macchinari, di tecnologia. Altre persone si incaricheranno di procurarsi materie prime e mezzi di produzione da altre imprese. Una o più persone si incaricheranno della manutenzione dei macchinari. Altri metteranno avvisi informativi (non pubblicitari) riguardanti la fabbrica in qualche banca dati pubblica, affinché le imprese distributrici sappiano che lì possono trovare scarpe. Infine, ci saranno persone incaricate di coordinare e organizzare le attività.
Esistono quattro potenti fattori che, all'interno dell'economia umanista, sono generatori di abbondanza:
1) L'orientamento delle intenzioni umane verso il benessere sociale;
La concentrazione delle attività verso obbiettivi produttivi;
L'aumento della produzione senza le restrizioni dovute alle considerazioni sull'eccesso dell'offerta.
4) La rivoluzione tecnologica.
Ciò che sarà importante per le persone sarà il benessere degli altri esseri umani e, di conseguenza, esse orienteranno i loro interessi e le loro attività verso la soluzione dei problemi dell'umanità. Quando si manifestassero necessità e carenze in grandi insiemi umani, allora le persone e le imprese produrranno per soddisfare tali necessità. Le attività saranno soprattutto produttive; non si impiegheranno tempo e sforzi in considerazioni estranee alla soddisfazione delle necessità della gente. La produzione non verrà limitata in considerazione dei prezzi e dell'eccesso di offerta, concetti che, ovviamente, risulteranno essere fuori contesto. Pertanto, la produzione potrà crescere senza limiti fino alla completa soddisfazione delle necessità della popolazione. Infine, la rivoluzione tecnologica permetterà di produrre con meno ore-uomo e di trarre profitto da risorse finora inutilizzate come, per esempio, usare i deserti per l'agricoltura.
In una società dell'abbondanza generalizzata le persone perderanno il timore di non ottenere ciò di cui hanno bisogno per la loro sopravvivenza. In questo contesto, ogni persona prenderà quello che gli serve per il suo benessere. Grazie al semplice senso comune, non si consumerà più carne di quanta se ne possa mangiare, non si prenderanno più vestiti di quanti ce ne stiano nel proprio guardaroba e non avrà senso tenere dieci automobili che neanche so dove posteggiare. Di conseguenza, ogni persona consumerà per quanto avrà bisogno e lascerà il resto. In tal modo, la produzione potrà soddisfare le necessità di tutta l'umanità. Scomparendo il timore della scarsità, scomparirà anche l'origine della cupidigia e dell'accaparramento.
L'abbondanza diminuirà la cupidigia e, in una continua retroalimentazione, la diminuzione della cupidigia aumenterà l'abbondanza.
TRASFORMAZIONE DEL CONCETTO DI PROPRIETA' PRIVATA
Nel sistema attuale, il senso del possedere mezzi di produzione, vale a dire terreni, immobili, macchinari, ecc., è quello di avere potere sul resto della gente, per poter accedere alla ricchezza. Se si possiedono mezzi che non molti hanno e che sono indispensabili per la produzione, ci si trova in una posizione di forza dalla quale si possono negoziare condizioni molto più favorevoli al capitale che non al lavoro. La proprietà privata è uno dei pilastri del sistema e i suoi difensori sono capaci perfino di uccidere altri esseri umani se si tratta di difendere i loro interessi. Inoltre, nell'attuale società della scarsità e della povertà generalizzate, se uno riesce ad impossessarsi di un oggetto utile, si afferra disperatamente ad esso perché ne va della sua sopravvivenza. Noi esseri umani siamo diventati capaci di cavarci gli occhi gli uni agli altri pur di conservare le nostre cose.
Al contrario, nella società umanista il senso dei mezzi di produzione sarà proprio quello indicato dalla parola: produrre, e per tutti. Questi mezzi saranno di chi li sta usando in quel momento. Saranno strumenti di lavoro condivisi da tutta l'umanità. Un'impresa potrà far uso dei macchinari di cui ha bisogno e fornirli ad altri quando smetta di utilizzarli.
D'altro lato, quando c'è abbondanza materiale, quando la
sussistenza non è più una preoccupazione, e in più viene dato
un altro senso alla vita, si perdono il timore e l'ansia riferiti alle cose, e non ha più molto senso il possederle.
In questo scenario perde senso il possedere oggetti. Di conseguenza, il concetto di proprietà privata sarà trasformato nel concetto di uso. Si perderà il senso di possesso permanente sugli oggetti, i quali diventeranno provvisoriamente di chi li starà utilizzando in quel momento. Proprio come succede in quelle famiglie in cui regna un amore fraterno, le cose verranno suddivise all'interno della grande famiglia umana. Il rispetto per la proprietà dell'altro sarà sostituito dal rispetto per l'intenzionalità dell'altro, vale a dire il rispetto per ciò che sta facendo, il rispetto per il suo spazio e la sua vita privata, il rispetto per la sua soggettività.
TRASFORMAZIONE DI VARIE ISTITUZIONI E SPARIZIONE DI ALTRE...
Nella società umanista le imprese e le istituzioni saranno radicalmente diverse da come le conosciamo oggi.
Le imprese manifatturiere saranno orientate solamente verso la produzione, come abbiamo già visto nell'esempio della fabbrica di scarpe.
Botteghe, negozi e supermercati si trasformeranno in centri di distribuzione nei quali la gente potrà entrare e prendersi liberamente ciò di cui ha bisogno, senza pagare. I supermercati potranno essere simili a quelli di oggi, con molti scaffali ben provvisti di alimenti, tranne un'unica differenza: dove prima c'erano registratori di cassa con lunghe code di persone che attendevano impazienti di pagare per poter uscire, ora non ci sarà nulla: solo un grande spazio aperto dove la gente potrà transitare liberamente. Le persone entreranno, riempiranno le loro borse di mercanzie e se ne andranno, senza pagare e senza dover fare code.
I mezzi di diffusione saranno strumenti di comunicazione di massa per la gente. Siccome compiranno la funzione di permettere alla gente di esprimersi, essi saranno aperti ad ogni persona che desideri dire qualcosa e perciò non esisterà censura di alcun tipo.
Le scuole saranno aperte a tutti i bambini, senza alcun tipo di discriminazione. Questo significa che non esisterà nessuna distinzione tra scuola privata e pubblica. Anzi, le scuole saranno tutte private, ma senza fini di lucro e senza discriminazioni economiche o sociali sull'accettazione dei bambini. Saranno "private" nel senso che saranno costituite per iniziativa privata di gruppi di professori, i quali si sono uniti per creare una scuola ed educare i bambini della loro comunità. Nella società umanista i professori (così come il resto delle persone) godranno un alto tenore di vita, a differenza della miseria in cui stanno oggi. Di conseguenza, ci saranno più persone che potranno sviluppare la loro vocazione di maestri e ci saranno più professori per bambino, potendosi così dedicare pienamente ai loro alunni, liberati dall'angoscia per la sopravvivenza. Per cui l'educazione sarà più personalizzata. I valori umanisti favoriranno, oltre il rendimento scolastico, un maggiore impegno nella crescita personale, come parte fondamentale dell'educazione, spingendo verso uno sviluppo integrale del bambino.
Anche le università saranno aperte a tutti coloro che vogliano studiare. Non esisteranno restrizioni all'iscrizione di
studenti poiché, fedelmente all'atteggiamento umanista, ogni essere umano, con le sue particolari conoscenze e capacità, potrà dare, a suo modo, il proprio contributo alla società. Cambierà la prospettiva degli studenti: invece di stare a calcolare quali possano essere le carriere più redditizie nel futuro mercato del lavoro, essi studieranno seguendo la loro vocazione, il loro gusto, scegliendo ciò che li faccia sentire bene in quanto persone; avranno interesse ad acquisire quelle conoscenze che gli permetteranno poi di dare il proprio contributo all'umanità. Inoltre, essendoci molte persone interessate a favorire l'evoluzione dell'essere umano, aumenterà la ricerca.
Nel campo della salute, cliniche ed ospedali verranno creati grazie all'iniziativa di professionisti (medici, infermieri, ecc.) che vogliano occuparsi delle necessità della loro comunità. Saranno ovviamente gratuiti, molto ben equipaggiati, dotati degli strumenti tecnologici più progrediti, e l'atteggiamento delle persone che vi lavorano sarà umano e caloroso, volto verso la guarigione delle persone. Inoltre, il punto di vista rispetto alla salute sarà diretto più verso la prevenzione che verso la cura, di modo che i centri di salute dovranno svolgere anche una missione educativa, orientando la popolazione verso usi e costumi consoni ad una vita più salutare e piena.
Il criterio delle imprese costruttrici sarà quello della qualità della vita di coloro che abiteranno in quelle case. Esse si preoccuperanno di garantire un ambiente confortevole per le persone, in equilibrio con la natura e ponendo attenzione alle aree verdi. I quartieri residenziali verranno disegnati insieme alle persone che dovranno abitarvi, in modo che queste possano essere co-gestori del luogo nel quale andranno a vivere.
Oltre alle imprese ed istituzioni che verranno radicalmente trasformate, ce ne saranno altre che spariranno completamente, essendo divenute obsolete nella società umanista del domani. La causa della loro estinzione è il fallimento di quello che è stato il grande mito del secolo XX: il denaro.
In una economia nella quale il fine del lavoro e della gestione è quello di aiutare altri esseri umani e nella quale esiste abbondanza per tutti, perde senso il concetto di comprare e vendere. In tal modo il denaro diviene irrilevante nella libera circolazione dei beni e, pertanto, si arriverà alla sua estinzione, sia come procedimento che come concetto. Come corollario di ciò, la banca e le istituzioni finanziarie seguiranno lo stesso destino. Per organizzare un'impresa, per realizzare un progetto di ricerca o per costruire un ospedale non sarà più necessario presentarsi ad una banca per ottenere il finanziamento, poiché l'equipaggiamento, le materie prime e la mano d'opera necessarie saranno disponibili grazie al lavoro umano volontario e solidale.
I padroni delle imprese saranno gli stessi lavoratori e, pertanto, non esisteranno gli azionisti. Tanto meno esisteranno azioni, borse valori, agenti di borsa o imprese di consulenza.
La morte del denaro trascinerà con sé tutte quelle scienze che sono sorte intorno ad esso. Scompariranno la Contabilità, la Finanza e la Consulenza.
In una società solidale, nella quale le presone trattano gli altri come vogliono essere trattate, nessuno eserciterà violenza sugli altri. E inoltre, in una società dell'abbondanza, nessuno si troverà in una situazione di marginalità tale da dover rubare per vivere. Scomparirà la violenza tra esseri umani e, certamente, anche la delinquenza. Allargando questo a tutto il pianeta, non esisteranno più guerre.
In un mondo senza delinquenza né guerre, è chiaro che non ci sarà più bisogno di polizie né di forze armate. Anch'esse spariranno, come logica conseguenza di una società nella quale il massimo valore è la vita umana.
Scomparendo tante istituzioni che oggi ci sembrano ovvie e necessarie, come si organizzerà la società umanista? Resterà sommersa nel caos, in un'anarchia senza alcuna forma di coordinamento e di organizzazione? In alcun modo, poiché subentrerà un'organizzazione umana planetaria, della quale parleremo più avanti.
IL COORDINAMENTO DELLA PRODUZIONE E DEL LAVORO
Il lavoro e le attività produttive dovranno essere coordinate e organizzate. La società umanista non potrà essere un agglomerato anarchico di individui e di imprese. L'attività umana dovrà essere coordinata in modo intelligente. L'umanità sarà capace di lavorare in equipe, con una visione globale e non come frammenti parcellizzati e sconnessi tra di loro.
La società sarà organizzata in base alla Democrazia Reale, dove il vero potere ha radici nelle persone, organizzate fin dalla base sociale. L'organizzazione ed il potere politico si struttureranno dalla base verso il vertice, dal locale verso il globale. Non esisteranno autorità e governi così come li conosciamo oggi: questi saranno sostituiti da persone e da equipe la cui funzione sarà di coordinare le attività della società.
I vicini si uniranno e si organizzeranno per soddisfare le necessità locali del loro quartiere o distretto. A tal fine formeranno piccole imprese e istituzioni tipo: il panificio, il centro di distribuzione di alimenti e vestiti, la scuola, il centro medico. Molte delle istituzioni che oggi vengono realizzate in grande scala, potranno essere realizzate in piccola scala, a livello locale. Il Municipio assumerà il ruolo di canalizzare le preoccupazioni degli abitanti, allo scopo di facilitare la comunicazione ed il coordinamento. L'organizzazione sociale si avvarrà della tecnologia informatica, per mezzo di banche dati pubbliche, gruppi di discussione in rete e votazioni computerizzate.
Altri progetti e attività di maggiore ampiezza non sono realizzabili su scala comunale, come, ad esempio, l'industria pesante, automobilistica, farmaceutica, la costruzione di strade ed aeroporti, l'energia elettrica. Queste attività dovranno essere coordinate da equipe di persone (i successori degli attuali governi) che si occupino di raccogliere l'informazione aggiornata circa le necessità della popolazione nei diversi comuni e regioni. Essi informeranno il pubblico sulle necessità umane nelle diverse regioni e promuoveranno la costituzione di imprese e di gruppi di lavoro ad hoc per soddisfarle mediante progetti su grande scala.
VEDIAMO IL SEGUENTE ESEMPIO: UN POSSIBILE SCENARIO DELL'ANNO 2010
In un distretto della città di Addis Abeba, capitale dell'Etiopia, la gente è ancora senza acqua potabile. Ogni giorno essi devono bollire l'acqua per poterla bere e si registrano alti indici di malattie infettive. Decisi a risolvere questo problema, gli abitanti si riuniscono e fanno presente le loro inquietudini attraverso il Consiglio di Quartiere. Questi, a sua volta, si mette in comunicazione con il coordinamento della città di Addis Abeba, il quale li informa che il problema riguarda tutta la città e addirittura tutta l'Etiopia. Si effettua la consultazione dei lavoratori dell'impresa di opere sanitarie della città. Essi spiegano che mancano macchinari specifici per la purificazione ed il trattamento delle acque, poiché in Etiopia non se ne fabbricano. Successivamente il coordinamento dà notizia del problema su Internet (o quello che gli succederà), invitando imprese e paesi tecnologicamente avanzati ad aiutare il popolo Etiope. Dopo alcuni giorni ricevono centinaia di risposte da tutto il mondo. I macchinari per il trattamento delle acque si fabbricano in molti paesi. Diverse imprese italiane, canadesi e messicane si offrono di inviare in Etiopia dei macchinari e di metterli in funzione. Al coordinamento dell'Etiopia viene fatta la seguente raccomandazione: ora verranno inviati i gruppi necessari per affrontare l'emergenza in Addis Abeba, e inoltre sarebbe molto interessante che in futuro il popolo etiope fosse in grado di fabbricarli nel proprio paese per poter soddisfare le sue necessità e anche quelle dei vicini paesi della Somalia, Sudan e Gibuti. Si organizza un progetto di trasferimento tecnologico per costruire una fabbrica di macchine di depurazione in Etiopia e abilitare i suoi ingegneri in questo tipo di tecnologia. Viene attrezzato un gruppo multi-diciplinario con volontari di vari paesi, tra cui Cile, Spagna, Stati Uniti e Cuba. Subito cominciano ad arrivare i volontari ad Addis Abeba e danno il via al nuovo progetto, contenti di poter applicare le loro conoscenze per il miglioramento della vita degli etiopi e allegramente, farsi nuovi amici.
LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA LIBERA L'ESSERE UMANO
La tecnologia, prodotta da secoli di lavoro e di creatività umana, è patrimonio di tutta l'umanità. Nella società umanista, ogni sforzo risparmiato grazie alla tecnologia andrà a beneficio di tutti e non, come succede oggi, solo di alcuni. La produzione realizzata dalle macchine apparterrà a tutta l'umanità. In particolare, i lavoratori che utilizzano tecnologia beneficeranno direttamente del risparmio di lavoro. Avranno meno lavoro e finiranno per essere rimpiazzati dalle macchine. Questo non pregiudicherà in alcun modo la loro posizione, tutto al contrario, poiché le imprese continueranno a produrre la stessa quantità di beni, o anche di più, i quali verranno ripartiti in tutta la società. I lavoratori che smettono di lavorare continueranno ad avere i prodotti e la qualità di vita che hanno sempre avuto, dal momento che la produzione delle imprese sarà a disposizione di tutta l'umanità.
In generale, il lavoro più routinario verrà automatizzato e le persone rimarranno libere di realizzare lavori più interessanti.
Alla fine, tutta la produzione materiale, necessaria per la sussistenza umana, sarà realizzata da eserciti di robot, controllati da computer. La gente dovrà occuparsi solamente della supervisione, il che non richiederà molto tempo né molto lavoro. L'essere umano non dovrà più lavorare per la propria sussistenza e rimarrà libero di dedicarsi a cose più interessanti. Ci sono tante attività molto più importanti alle quali la gente si potrà dedicare, sia individualmente che in forma collettiva. Faccio solo alcuni esempi: la cultura, dedicarsi ai figli ed alla coppia, girare, conoscere altri paesi e popoli, pulire l'ambiente del pianeta, sviluppare la mente e lo spirito e sviluppare nuove conoscenze che contribuiscano all'evoluzione dell'umanità. Sono sicuro che ognuno dei 6.000 milioni di esseri umani che ci sono sulla terra avrà cose divertenti e validissime con cui occupare il suo tempo! Questo sarà il vero lavoro valido della società umanista.
L'AMPLIAMENTO DELLA MENTE
Affinché la società umanista che abbiamo descritto sia possibile, è necessario che avvenga un cambiamento dentro l'essere umano. La gente avrà bisogno di nuovi valori, nuovi comportamenti di fronte alla vita e verso gli altri.
Questa rivoluzione della mente si produrrà. L'essere umano si metterà in contatto con se stesso e scoprirà la sua forza interiore. Ogni essere umano scoprirà di valere molto e che dentro di sé vi sono una grande forza e una grande bontà che prima non sospettava. Come disse Silo nel suo storico discorso di Punta de Vacas nel 1969: "La vera saggezza sta nel fondo della tua coscienza, come il vero amore sta nel fondo del tuo cuore".
Troverà la felicità che si sperimenta nella coerenza interiore, quando il pensiero si unisce all'emozione ed all'azione. Scoprirà l'allegria della solidarietà, di quando si trattano gli altri come si vorrebbe essere trattati.
Non avrà più senso per l'essere umano accumulare oggetti per tutta la vita e vivere per soddisfare le sue necessità biologiche. Questo modo di vivere del sistema attuale, piatto e grigio, va ormai molto stretto all'essere umano. In costante ricerca, egli scoprirà il vero senso della vita. Non esistono ricette per il senso della vita, ma ogni essere umano, dal cattolico al musulmano, dall'ateo al buddista, nel fondo del suo cuore intuisce che siamo qui per qualche ragione, per qualcosa di grande, qualcosa che si proietta anche oltre la vita. Credo che questo sentimento sia stato molto ben espresso da Silo nel suo libro "Umanizzare la terra":
"Ti dirò qual'è il senso della tua vita qui: umanizzare la terra! Cos'è umanizzare la terra? E' superare il dolore e la sofferenza, è apprendere senza limiti, è amare la realtà che costruisci".
Dietro le nostre spalle resteranno le catene preistoriche del determinismo. L'essere umano continuerà a crescere senza limiti, sia nell'organizzazione sociale che nell'espansione della sua mente. Continuerà ad avanzare verso l'infinito, verso un luminoso e insospettato destino.
IL CAMMINO UMANISTA VERSO LA RIVOLUZIONE MONDIALE
Allora, come si raggiungerà nella pratica la società umanista che abbiamo descritto? Vediamo di seguito il progetto concreto per portare avanti questa rivoluzione.
La storia cambierà nella misura in cui si sommino sufficienti intenzioni umane per spingere in tale direzione. E necessario che per lanno 2000 esista una struttura umana di centinaia di migliaia di persone che agiscono in diversi paesi del mondo. Questa struttura metterà in moto diversi strumenti di azione destinati ad orientare gli avvenimenti sociali in una direzione umanista. Tra questi strumenti sono contemplati mezzi di diffusioni come giornali di quartiere, stazioni radio e canali televisivi, locali, organismi culturali e un partito politico, il Partito Umanista. Per implementare leconomia umanista si propone di costruire un nuovo organismo: la Rete dellEconomia Umanista (REU).
La Rete dellEconomia Umanista
Leconomia umanista del futuro si comincia a costruire subito tra i membri del Movimento Umanista, più altre persone dellambito sociale che vogliano partecipare. Si genera una grande rete umana di persone che si sono messe daccordo per portare alla pratica i principi dellEconomia Umanista.. Ogni membro della rete si iscrive dichiarando un prodotto o un servizio con cui può contribuire in modo gratuito nei momenti liberi. Un membro della rete può essere unindividuo o unimpresa. Allinterno della rete circola un guida che consiste in una lista di tutti i membri della rete, specificando i loro rispettivi prodotti o servizi. Gli integranti della rete sollecitano i servizi degli altri membri, mettendosi daccordo secondo la disponibilità di ognuno.
In fondo, la REU è la risposta del popolo organizzato di fronte alla crescente emarginazione del sistema. Visto che sempre di più il sistema ha meno bisogno di persone per produrre e di conseguenza aumenta la disoccupazione e la povertà, la gente si organizza e risponde a coloro che detengono il potere, "Molto bene, voi non avete più bisogno di noi? E allora noi non abbiamo più bisogno di voi! Costruiremo il mondo di nuovo." La gente si organizza e prende il destino nelle proprie mani. Senza violenza, si fa un grande vuoto al sistema e la gente costruisce uneconomia parallela, in cui i beni e i servizi vengono generati dal lavoro volontario della gente stessa.
La REU viene messa in moto dai membri della struttura del Movimento Umanista che scelgano di costruire questa nuova iniziativa. Lidea è che la struttura sia in grado di generare una rete che si trasformi in un fenomeno sociale molto più numeroso della stessa struttura: magari nella proporzione di 1:100. La struttura genera la REU e in continua retroalimentazione dalla REU arriva gente che entra in struttura.
Nella misura in cui cresce, la REU produrrà cambiamenti nei valori e nelle credenze delle persone. Colui che partecipi attivamente dedicando il proprio tempo ad altri, scoprirà la dimensione del dare e lamicizia, che insieme al lavoro sarà senza dubbio unesperienza nuova. La sensazione di forza dinsieme, calorosamente uniti ad altri in uniniziativa solidale, rafforzerà la fede nellessere umano.
Implementazione della REU
La REU è una rete ampia che include diverse linee del Movimento Umanista. In questo momento, mentre si sta scrivendo il presente materiale, la REU ha già 40 integranti, alcuni dei quali partecipano nella struttura del Movimento.
Ogni membro si è iscritto con un servizio o un prodotto con cui può contribuire in modo gratuito nei momenti liberi. I membri sollecitano tali beni agli altri, che li consegnano nel momento in cui possono, secondo la loro disponibilità. Periodicamente, ogni membro della rete riceve la Guida Economica Umanista: una rivista simile alle Pagine Gialle, con una lista di tutti i servizi e prodotti che si offrono nella rete.
Linformazione di tutti i membri della rete è centralizzata in una banca dati informatica, che viene mantenuta da un gruppo di amministratori denominati "nodi". Loro inseriscono i nuovi membri nel computer e realizzano la Guida Economica Umanista.
Qualsiasi integrante della rete può aggregare nuovi membri. Queste persone nuove rimangono in contatto con chi li ha aggregati, in modo che tutta la rete cresce in modo strutturato. E una struttura fusa con quella del Movimento in cui si danno tutti i casi: alcuni membri sono solo della struttura, altri sono solo della REU e altri ancora fanno parte di entrambi (vedere il diagramma). Nella misura in cui cresce e si struttura la rete cresce anche la struttura del Movimento. Questo meccanismo è analogo a ciò che si fece in alcuni periodi con il Partito Umanista.
I dati dei nuovi integranti vengono consegnati allorientatore o contatto più immediato, che a sua volta lo trasmette verso lalto fino ad arrivare allorientatore che si trova in contatto diretto con un nodo. Visto che nella pratica i nodi sono pochi, ognuno di essi dovrà collegare diverse linee. Lassegnazione delle linee ad ogni nodo è un accordo organizzativo che si prenderà nello staff di amministratori. Ogni nodo riceve i dati di nuovi membri delle linee con cui è collegato e li inserisce nel proprio computer. Tutti i nodi devono ritrasmettere i dati tra di loro in modo che ognuno abbia la totalità della REU nel proprio computer. Questo è necessario perché ogni nodo realizza la Guida Economica Umanista.
Ogni nodo stampa la Guida Economica Umanista in quantità sufficienti per ognuno dei membri del settore della rete cui è collegato. Consegna le copie agli orientatori che si incaricano di distribuirle ai membri della REU delle proprie strutture.
Incorporazione delle imprese
Nella misura in cui si sviluppi la rete dellEconomia Umanista, non solo si incorporeranno individui, ma anche imprese. Questo passo rafforzerà enormemente la REU. Durante il percorso di transizione tra il sistema attuale e la futura società umanista, le suddette imprese opereranno ovviamente ancora allinterno dellinquadramento dello schema attuale e dovranno tener presenti i temi del capitale, del finanziamento e degli utili. Si visualizzano almeno tre tipi di situazioni:
Da una parte si formeranno imprese di lavoratori, in cui la proprietà e le decisioni vengono condivise tra tutti i lavoratori. Queste imprese sono basate sul principio umanista della Democrazia Reale e, incorporate alla REU, contribuiranno con una parte della loro produzione in modo gratuito.
Un altro caso è quello delle cooperative di consumo. Consistono in gruppi di persone che si organizzano per comprare insieme, in modo da abbassare i costi. Alcuni esempi sono cooperative di alimenti, di abitazioni e cooperative di risparmio e di credito. Queste iniziative sono giustamente una risposta della gente organizzata di fronte allingiustizia del sistema, così la loro incorporazione alla REU è un passo logico e coerente con la proposta iniziale.
Daltra parte sarà molto interessante invitare a partecipare imprenditori tradizionali. Qui vi possono essere molti umanisti potenziali. Devono esserci molti imprenditori che, nonostante abbiano una buona situazione economica, non si sentano pienamente realizzati e vorrebbero fare qualcosa di nuovo con le loro vite, che li metta in relazione con altri esseri umani e che gli dia un nuovo senso nella vita. Il padrone di una fabbrica di marmellata potrà regalare diverse casse ogni settimana, e un imprenditore immobiliare potrà donare un appartamento ogni mese, senza che questo influisca troppo.
Sviluppo della Rivoluzione
La Rete dellEconomia Umanista crescerà fino a che non abbia milioni di membri. Persone e imprese. Quando arriverà a questo livello di espansione comincerà ad esercitare una pressione sulleconomia del sistema. Sarà cominciato il boicottaggio silenzioso del popolo. Le imprese che non sono integranti della REU vedranno ridursi le proprie vendite proprio per il fatto che un settore della popolazione starà ottenendo i prodotti mediante leconomia parallela. Anche se cercheranno di abbassare i prezzi, sarà impossibile competere con i prodotti gratuiti. Ogni volta avrà più senso, anche da un punto di vista pragmatico, partecipare alla REU e quindi accedere a servizi gratuiti. Nel nuovo contesto sociale saranno sempre più disubicati e mal visti latteggiamento e la pratica neo-liberale.
A questo punto, i nuovi valori umanisti e la fede crescente nel fatto che leconomia umanista è possibile saranno molto diffusi nella società e avranno trovato posto tra le nuove credenze della gente. Come il Muro di Berlino, prima crollerà il sistema dentro le coscienze e i cuori della gente. A partire da quel momento sarà nato qualcosa di nuovo allinterno dellessere umano e il nuovo mondo allorizzonte sarà solo una questione di tempo.