IL
PROGETTO |
Nel mondo l'azione del Movimento Umanista porta avanti una trasformazione globale e profonda dei valori della società e delle persone, per superare la violenza e le ingiustizie in tutte le loro forme.
Abbiamo creato un fronte d'azione sui diritti umani, tra le
attività del Movimento Umanista, in cui si discute il sistema penale,
il significato della Giustizia e se ne ridefinisce il ruolo, per affermare la
supremazia dell'essere umano come valore e superare ogni forma di violenza.
Questo fronte d'azione prevede attività dentro alle carceri, in cui i
protagonisti sono i detenuti e altre all'esterno in campi diversi.
Nella vita di una persona sono più importanti il suo
presente e il suo futuro, piuttosto che il suo passato, perché indicano
in quale direzione vuole andare.
Ciascuno di noi soltanto può interpretare e valutare certi avvenimenti
della propria vita per capire perché si trova a vivere in una situazione
o in un'altra.
Il passato spesso va rivisto nei suoi significati per poterlo integrare nella
struttura complessiva che è la storia personale.
Il carcere è un ambito di vita degli esseri umani. E'
un ambiente in cui si svolge la vita di alcune persone. L'esperienza del carcere,
della privazione della libertà è un'esperienza di violenza.
La violenza, di qualunque tipo sia, porta sempre altra violenza. E' una catena,
un anello di violenza dopo l'altro. Per interromperla bisogna cominciare ad
agire in modo diverso, in modo nonviolento.
La nostra aspirazione, il nostro obiettivo a lungo termine è
costruire la futura società senza carceri.
E' necessario trovare una risposta nonviolenta ad ogni azione violenta, se si
vuole interrompere la catena della violenza.
Dalla situazione di oggi a quella finale ci sono passi intermedi da individuare
e percorrere.
Chi sta partecipando oggi:
Persone detenute che usufruiscono o meno dei benefici di legge, persone non
detenute sensibili alla questione.
Aree di azione
- azione dentro al carcere
- discussione del sistema penale
- discussione delle leggi attuali
- applicazione di alcune leggi (quelle non punitive)
- la violenza nel sistema (come e perché ci influenza)
- la nonviolenza
- percorsi di comprensione, ricostruzione, cambiamento
- esperimento di giustizia ricostitutiva
- prevenzione nei quartieri delle città
- risocializzazione per ex-detenuti (casa, lavoro, ambiti di amicizia - adattamento
evolutivo)
- accoglienza permessanti, lavoro esterno, semiliberi, affidati (alloggio, lavoro,
amicizia, adattamento evolutivo)
Bisogna rivedere i criteri che definiscono il reato. Ad esempio,
rapinare una banca è un reato che viene punito penalmente. Ma anche le
banche rapinano i loro clienti, praticano una sorta di usura legalizzata, sostengono
il tr\affico di armi, ecc. eppure questi non sono considerati reati.
Scatenare una guerra non è un reato, comandare un bombardamento nemmeno,
eppure sono atti che provocano enormi ondate di violenze e sofferenze.
PROGETTO DI ATTIVITA' IN CARCERE
Interesse: sviluppare il progetto del Movimento Umanista
Obiettivo a lungo termine: costruire la futura società nonviolenta e
senza carceri.
Obiettivo e medio e breve termine: costruire ponti di comunicazione, diffondere
la metodologia della nonviolenza, sensibilizzare la società.
Aspetti del progetto: 1- Attività in carcere: conoscere
e partecipare al Movimento Umanista, crescita personale, attività sociali
(due aspetti dello stesso processo)
2- Attività fuori dal carcere: conoscere e partecipare al Movimento Umanista,
crescita personale, attività sociali
(due aspetti dello stesso processo)
2- Attività in carcere: crescita personale, attività
sociali
Crescita personale: dare senso alla propria vita. La nonviolenza, la comunicazione,
elevare il livello di coscienza, la responsabilità, la riconciliazione,
la ricostruzione. Reinserimento e risocializzazione come adattamento evolutivo.
Sviluppo spirituale, meditazioni. Studio dell'ideologia.
Attività sociali: sensibilizzare e coinvolgere altri nel progetto (detenuti, agenti, personale del carcere, familiari, amici) personalmente e con lettere a giornali e a siti web, organizzare feste e incontri in carcere con la gente di fuori (a tema, a puntate, con un percorso che si sviluppa), dibattiti e studi per un nuovo punto di vista sulla giustizia (giustizia ricostitutiva), incontri con le scuole, realizzazione di video, teatro, circolazione di informazioni varie; corsi di volontariato, giornalismo, nonviolenza (a cui partecipano insieme prigionieri e non); rete di reciprocità (interna e interna-esterna), organizzare feste, incontri, riunioni fuori dal carcere, mostre itineranti e di esperienza dentro e fuori del carcere; inventare l'alternativa al carcere come passo provvisorio verso la sua abolizione. Creare la figura del mediatore nei conflitti.
3- Attività fuori del carcere: crescita personale, attività
sociali
Crescita personale: come sopra.
Attività sociali: sensibilizzazione al tema del carcere
e della detenzione, discutere il sistema giustizia (giustizia ricostitutiva)
e il sistema penale, esperimento di giustizia ricostitutiva, manifestazioni
di protesta e denuncia, organizzazione di feste e incontri in carcere, comunicazioni
dentro-fuori (amici di penna, video, foto); inventare l'alternativa al carcere,
corsi di volontariato e di nonviolenza, dibattiti e incontri, creazione di spazi
e attività nei quartieri degradati, conoscere un prigioniero: lettere,
colloqui, accompagnamento nei primi permessi premio, ecc.
Creare la figura del mediatore nei conflitti.