CORELLI: un lager a Milano

Milano 10 maggio 1999

Quarta Visita Al Centro di Detenzione Temporanea Corelli.

Stesso scenario, stesse facce e le stesse ingiustizie che si dipanano davanti a noi in ognuna delle visite. La temperatura incomincia ad aumentare, i container delle forze dell'ordine e della croce rossa hanno l'aria condizionata; ovviamente quelli destinati agli immigrati no.
Un ragazzo si taglia le braccia con un ferro mentre noi siamo lì, corriamo nell'infermeria : "voglio uscire, non c'e' la faccio" piu'. Gli danno il valium e poi decidono che lo porteranno al reparto psichiatrico dell'ospedale di Niguarda. Altre volte si e' gia' auto lesionato. Noi sappiamo che quella non e' la soluzione, anzi i rischi che impazzisca definitivamente sono grossi. Salim parla con lui in arabo, gli diamo il nostro appoggio, la nostra forza e dei "saggi consigli" speriamo bene per te amico!
Poi viene Jackhral, il ragazzo che qualche giorno fa' e salito sul tetto e ha minacciato di suicidarsi. Prima di venire lì era in un istituto per minori a Torino, quindi era minorenne, poi il giudice attraverso un esame delle ossa ha deciso che non lo e' più e quindi e' andato a finire a Correli. Lui non ha nessuna intenzione di rimanere lì dentro e non e' disposto neanche ad aspettare i termini di legge 20/30 giorni per uscire. Il suo comportamento e comprensibile e noi siamo d'accordo con lui perché non ci sono "ragioni" che possano giustificare l' esistenza di questo lager. Poi si susseguono le ragazze Nigeriane e bulgare, tutte vittime dello sfruttamento, tutte ingannate per venire in Italia. Le organizzazioni estere e locali guadagnano miliardi e alla fine sono loro a pagare con la propria vita e con la propria libertà l'aspirazione di una vita migliore.
Qualcuna di loro ha fatto denuncia, ma adesso ha paura della vendetta e nel suo viso e nei suoi occhi si riflette il terrore che ci sconvolge. I poliziotti dicono che lì e' al sicuro ma noi non siamo d'accordo, nessuno e' al sicuro in quel inferno.
Maria e' Bulgara e' arrivata in Italia qualche giorno fa, entro 8 giorni del suo arrivo come prevede la legge ha fatto il permesso di soggiorno per turismo, poi e' stata fermata dalla polizia e accusata di prostituzione. Le hanno consegnato il decreto di espulsione in inglese, lingua che certamente lei non capisce e le hanno fatto ammettere il falso obbligandola a firmare, il giudice le ha revocato il permesso di soggiorno. Attenti cittadini Bulgari gli italiani fanno di un erba un fascio quindi non venite in vacanza in Italia perché potreste fine a Corelli !!
Prima di andarcene scoppia una rissa. Un ragazzo arrivato pochi giorni fa reclama i suoi vestiti che in teoria sono andati in lavanderia, responsabilità della Croce Rossa. La verità e' che sono stati rubati, Si, rubati! nessuno sa dove sono finiti. Tutto questo e' surreale ! Ce ne andiamo in silenzio...pensando. Dobbiamo fare qualcosa in più! Dobbiamo fare chiudere quel posto ! Non possiamo aspettare che succedano cose ancora più terribili, non possiamo aspettare che succeda quel tipo di eventi che riempiono le pagine dei giornali, gli stessi giornali che oggi tacciono su questo tema, perché si stanno occupando della guerra; quella guerra assurda portata avanti dagli stessi irresponsabili "teste di cazzo" che hanno creato i centri di detenzione per stranieri.
Graciela Romero