Lettera dal lager di via Corelli: qui è un inferno!
E' passato un altro giorno. Uno di quelli più brutti della mia vita
nel lager per stranieri di Via Corelli 28 a Milano. Da quando sono in Italia
per la prima volta sono dispiaciuta per il modo nel quale si comportano le persone
in uniforme che occupano determinati posti. Prima non pensavo che alcuni italiani
potessero essere nazisti, però adesso, stando in questo posto da noi
chiamato lager, ho cambiato idea, sì possono. Una sera alcune ragazze
di colore, che stavano in un container vicino al nostro, stavano protestando
perché venivano sempre maltrattate e discriminate per il colore. Dopodichè
noi siamo state portate fuori mentre loro le hanno chiuse dentro senza corrente
né acqua. Poi ci hanno portato a dormire in una grande e sporca stanza
su materassi per terra; come cani senza bagno e al freddo, perché l'ispettore
non voleva fare niente per migliorare la situazione nel modo più decente
possibile. Per loro era più comodo così, portarci fuori al freddo,
dandoci sempre un cibo schifoso che a volte non si riusciva a mandare giù,
farci morire di fame, metterci a dormire su lenzuola di carta. Lenzuola che
quando arrivano nuove persone non vengono nemmeno cambiate. Lasciano quelle
delle persone che sono "andate via" facendoci venire fuori delle allergie
cutanee. Così si va dal dottore il quale, per curarci il corpo ed il
viso, ci dà una crema con la quale l'allergia peggiora ancora di più.
Se ti succede qualcosa, se ti fa male la testa vai dal dottore, aspetti 2 ore
prima che qualcuno ti dia attenzione e alla fine ti danno una pastiglia che
ti fa passare il mal di testa ma in compenso non riesci a dormire tutta la notte
dal mal di stomaco che ti ha fatto venire.
Io e tutti quelli che con me hanno sottoscritto questo articolo siamo testimoni
di una bruttissima scena al Corelli: un uomo era salito sul tetto, voleva impiccarsi
perché lo volevano mandare al suo paese. E la moglie ed il figlio nato
in Italia lo guardavano dall'altra parte della rete e piangevano. Un atto che
non può essere perdonato ai responsabili di questo lager. Secondo me
la gente che arriva a tanta disperazione non è suicida ma è spinta
ad ammazzarsi.
Il motivo per il quale uno straniero viene in Italia è cercare una vita
migliore, cercare lavoro, poter curare la sua famiglia, avere un tetto sulla
testa
però dove sono queste possibilità?
Scrivo a nome di tutte le persone che hanno firmato in fondo. Voglio che tutti
quelli che leggeranno capiscano che qui è un inferno. Nella mia vita
non ho fatto niente contro la legge per stare in galera ed essere trattata come
ladra o assassina, per essere picchiata in Questura. Dove posso denunciare?
Chi mi può difendere? Chi sono io qua? Un animale come il resto di tutti
gli stranieri che sono in Italia senza documenti perché non hanno i soldi
per comprarseli. Chi sono questi tutori della legge che possono mettere in galera
gente indifesa che soltanto gira per la strada ma non fa del male a nessuno?
Chi sono questi che si permettono di fare di te tutto quello che vogliono solo
perchè sono protetti dalla legge?
"Noi siamo esseri umani come tutti voi e dobbiamo avere gli stessi diritti.
Viviamo nello stesso mondo ma perché? Per essere maltrattati da voi ed
essere rinchiusi in un lager come tempo fa faceva Hitler con gli ebrei! Tutti
pensano che questo sia "passato" e che non ci sarà un secondo
Hitler. La differenza tra i suoi Lager e questi centri in Italia è che
lì li uccidevano e a noi ci spediscono nei nostri paesi. E la stretta
somiglianza è l' odio verso la gente diversa da te."
Scritto e firmato da:
Stefca Stefanova - bulgara
Collaboratori:
Elisabeth Michailova - bulgara
Veronica Peeva - bulgara
Ivanka Gresceva - bulgara
Sachav Iolanela - polacca
Valentina Popova - bulgara
Adriana Cenay - albanese
Adana Alazi - albanese
Bulas Daniela - rumena
Golub Olia - russa